# kldload linux
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FreeBSD fornisce la compatibilità con molti altri sisitemi operativi di tipo UNIX®, compreso linux. A questo punto, potresti chiederti perché FreeBSD dovrebbe essere in grado di far girare binari linux. La risposta a questa domanda è piuttosto semplice. Molte aziende e sviluppatori sviluppano solo per Linux, dal momento che ` l’ultimo "disco caldo" nel mondo dell’informatica. Questo costringe il resto di noi utenti di FreeBSD a lamentarci con queste aziende e questi sviluppatori di distribuire versioni delle loro applicazioni native per FreeBSD. Il problema è che molte di queste aziende non realizzano quante persone userebbero il loro prodotto se ci fosse anche una versione per FreeBSD, e molte continuano a sviluppare solo per Linux. Allora cosa deve fare un utente FreeBSD? E qui entra in giocolo la compatibilità con i binari di Linux.
In breve, la compatibilità permette agli utenti FreeBSD di utilizzare circa il 90% di tutte le applicazioni Linux senza modifiche. Questo include applicazioni come StarOffice™ , la versione Linux di getenv(3) , Adobe® Acrobat®, RealPlayer®, VMware, Oracle®, WordPerfect®, Doom, Quake, e tanti altri. È stato riportato che in qualche situazione i binari per Linux sono più prestanti sotto FreeBSD che sotto Linux.
Nonostante questo, ci sono alcune caratteristiche specifiche del sistema operativo Linux che non sono supportate da FreeBSD. I binari di Linux non funzioneranno sotto FreeBSD se usano parecchie chiamate specifiche per i386™, come l’attivazione della modalità 8086 virtuale
Dopo aver letto questo capitolo, saprai:
Come abilitare la compatibilità con i binari Linux sul tuo sistema.
Come installare ulteriori librerie condivise per Linux.
Come installare gli applicativi di Linux sul tuo sistema FreeBSD.
I dettagli dell’implementazione della compatibilità Linux in FreeBSD.
Prima di leggere questo capitolo, dovresti:
Sapere come installare software di terzi ( Installazione delle Applicazioni. Port e Package ).
La compatibilità con i binari Linux non è normalmente attivata. Il modo più facile per abilitare questa funzionalità è caricare l’oggetto KLD ("Kernel LoaDable object")
linux
. Puoi caricare questo modulo digitando il comando seguente come
root
:
# kldload linux
Se vuoi che la compatiblità sia sempre attivata, dovresti aggiungere questa linea a /etc/rc.conf :
linux_enable="YES"
Il comando kldstat(8) può essere usato per verificare se KLD sia stato caricato:
% kldstat
Id Refs Address Size Name
1 2 0xc0100000 16bdb8 kernel
7 1 0xc24db000 d000 linux.ko
Se per qualche ragione non vuoi o non puoi caricare KLD, puoi collegare staticamente la compatibilità Linux nel kernel aggiungendo
options COMPAT_LINUX
al file di configurazione del kernel. Fatto questo puoi installare il nuovo kernel come descritto in
Configurazione del Kernel di FreeBSD
.
Questo può essere fatto in due modi, o usando il port linux_base , oppure installandole manualmente .
Questo è di gran lunga il metodo più facile da usare per installare le librerie runtime. È proprio come installare qualunque altro port dalla Collezione dei Port . Semplicemente fai come segue:
# cd /usr/ports/emulators/linux_base-fc4
# make install distclean
In questo modo dovresti avere una compatibilità con i binari di Linux funzionante. Alcuni programmi potrebbero lamentarsi per qualche versione minore delle librerie di sistema. In generale, comunque, questo non dovrebbe essere un problema.
|
Potrebbero essere disponibili più versioni del port emulators/linux_base , corrispondenti a differenti versioni di distribuzioni Linux. Dovresti installare il port che più soddisfa le richieste della applicazione Linux che vuoi installare. |
Se non hai installata la collezione di "ports", puoi comunque installare le librerie manualmente. Hai bisogno delle librerie condivise di Linux da cui il programma dipende e del runtime linker. In più dovrai creare una directory "shadow root",
/compat/linux
, per le librerie Linux sul tuo sistema FreeBSD. Tutte le librerie condivise aperte da programmi Linux che girano sotto FreeBSD cercheranno prima in questo albero. Per cui, se un programma Linux carica, per esempio,
/lib/libc.so
, FreeBSD prima cercherà di aprire
/compat/linux/lib/libc.so
, e se questa non esiste, proverà con
/lib/libc.so
. Le librerie condivise dovrebbero essere installate nell’albero shadow
/compat/linux/lib
piuttosto che nei path che riporta
ld.so
di Linux.
Generalmente avrai bisogno di cercare le librerie condivise da cui dipendono i binari di Linux solo per le prime poche installazioni di programmi Linux sul tuo sistema FreeBSD. Dopo un po' avrai a disposizione sul tuo sistema un insieme sufficiente di librerie condivise per Linux da far girare nuovi binari Linux senza alcun sforzo ulteriore.
Cosa succede se installi il port
linux_base
e la tua applicazione si lamenta ancora di librerie condivise che mancano? Come fare a sapere quali librerie condivise necessita il binario di Linux e dove trovarle? Essenzialmente ci sono 2 possibilità (per seguire queste istruzioni dovrai essere
root
sul tuo sistema FreeBSD).
Se hai accesso ad un sistema Linux, guarda quali librerie condivise servono all’applicazione e copiale nel tuo sistema FreeBSD. Guarda all’esempio che segue:
Poniamo che tramite FTP tu abbia recuperato il binario per Linux di Doom, e l’abbia messo su un sistema Linux a cui hai accesso. Puoi controllare quali librerie condivise servono eseguendo
ldd linuxdoom
, così:
% ldd linuxdoom
libXt.so.3 (DLL Jump 3.1) => /usr/X11/lib/libXt.so.3.1.0
libX11.so.3 (DLL Jump 3.1) => /usr/X11/lib/libX11.so.3.1.0
libc.so.4 (DLL Jump 4.5pl26) => /lib/libc.so.4.6.29
Potresti aver bisogno di recuperare tutti i file dall’ultima colonna, e di metterli sotto /compat/linux , con i nomi nella prima colonna come link simbolici che puntino ad essi. Questo significa che alla fine avrai questi file sul tuo sistema FreeBSD:
/compat/linux/usr/X11/lib/libXt.so.3.1.0
/compat/linux/usr/X11/lib/libXt.so.3 -> libXt.so.3.1.0
/compat/linux/usr/X11/lib/libX11.so.3.1.0
/compat/linux/usr/X11/lib/libX11.so.3 -> libX11.so.3.1.0
/compat/linux/lib/libc.so.4.6.29
/compat/linux/lib/libc.so.4 -> libc.so.4.6.29
|
Nota che se hai già una libreria condivisa di Linux con un numero di revisione maggiore di quello della prima colonna dell’output di
e vedi che un nuovo binario richiede una versione più recente in base all’output di
Se si tratta solo di una o due versioni precedenti in base alla cifra finale allora non preoccuparti di copiare anche /lib/libc.so.4.6.29 , perché il programma dovrebbe funzionare bene anche con una versione di poco più vecchia. In ogni caso, se vuoi, puoi decidere di rimpiazzare comunque libc.so , e dovrebbe lasciarti con:
|
|
Il meccanismo dei link simbolici è richiesto solo per i binari di Linux. Il runtime linker di FreeBSD si occupa da solo di cercare corrispondenti numeri di revisione maggiori e non devi preoccuparti di questo. |
I binari ELF possono richiedere un ulteriore passo di "marchiatura". Se provi a far girare un binario ELF non marchiato, incorrerai in un messaggio come il seguente:
% ./my-linux-elf-binary
ELF binary type not known
Abort
Per aiutare il kernel di FreeBSD a distinguere un binario ELF di FreeBSD da uno di Linux, usa l’utility brandelf(1) .
% brandelf -t Linux my-linux-elf-binary
Oggi, la GNU toolchain inserisce automaticamente l’appropriata informazione di marchiatura nei binari ELF, così questo passo dovrebbe divenire sempre meno necessario nel futuro.
Se il DNS non funziona o da questo messaggio:
resolv+: "bind" is an invalid keyword resolv+:
"hosts" is an invalid keyword
Dovrai configurare un file /compat/linux/etc/host.conf contentente:
order hosts, bind multi on
Qui, l’ordine specifica che
/etc/hosts
viene cercato per primo e il DNS per secondo. Quando
/compat/linux/etc/host.conf
non è installato, le applicazioni Linux trovano il
/etc/host.conf
di FreeBSD e si lamentano della sintassi incompatibile di FreeBSD. Dovresti rimuovere
bind
se non hai configurato un name server usando il file
/etc/resolv.conf
.
Questo documento descive il processo di installazione della versione Linux di Mathematica® 5.X su un sistema FreeBSD.
La versione Linux di Mathematica® o di Mathematica® for Students può essere ordinata direttamente da Wolfram all’indirizzo http://www.wolfram.com/ .
Prima di tutto, devi indicare a FreeBSD che i binari Linux di Mathematica® usano le ABI di Linux. Il modo più facile di farlo è di settare il tipo di ELF a Linux per tutti i binari non marchiati con il comando:
# sysctl kern.fallback_elf_brand=3
In questo modo FreeBSD assume che tutti i binari ELF non marchiati usino l’ABI di Linux e quindi dovresti essere in grado di eseguire l’installer direttamente dal CDROM.
Ora, copia il file MathInstaller sul tuo disco:
# mount /cdrom
# cp /cdrom/Unix/Installers/Linux/MathInstaller /localdir/
e in questo file, rimpiazza la prima riga
/bin/sh
con
/compat/linux/bin/sh
. Questo assicura che l’installer viene eseguito dalla versione Linux di
sh(1)
. Poi, rimpiazza tutte le occorrenze di
Linux)
con
FreeBSD)
utilizzando un editor di testo o lo script mostrato nella prossima sezione. Questo indica all’installer di Mathematica®, che chiama
uname -s
per determinare il sistema operativo, per trattare FreeBSD come un sistema operativo Linux-like. Invocando
MathInstaller
verrà installato Mathematica®.
Gli script di shell che Mathematica® crea durante l’installazione devono essere modificati prima di poterli usare. Se hai scelto di mettere gli eseguibili di Mathematica® nella directory
/usr/local/bin
, troverai in questa directory dei link simbolici chiamati
math
,
mathematica
,
Mathematica
, e
MathKernel
. In ognuno di questi, sostituisci
Linux)
con
FreeBSD)
usando un editor di testo o il seguente script di shell:
#!/bin/sh cd /usr/local/bin for i in math mathematica Mathematica MathKernel do sed 's/Linux)/FreeBSD)/g' $i > $i.tmp sed 's/\/bin\/sh/\/compat\/linux\/bin\/sh/g' $i.tmp > $i rm $i.tmp chmod a+x $i done
Quando avvii Mathematica® per la prima volta, ti verrà richiesta una password. Se non hai ancora ottenuto una password da Wolfram, esegui il programma
mathinfo
nella directory di installazione per ottenere il tuo "ID di macchina". Questo ID è basato esclusivamente sull’indirizzo MAC della tua prima scheda di Ethernet, quindi non puoi eseguire la tua copia di Mathematica® su macchine diverse.
Quando ti registri alla Wolfram, sia per email, telefono o fax, gli darai il "machine ID" e loro ti restituiranno una password corrispondente che consiste di un gruppo di numeri.
Mathematica® usa alcuni font speciali per visualizzare caratteri non presenti in alcun insieme standard di font (integrali, sommatorie, lettere greche, ecc.). Il protocollo X necessita che questi font siano installati localmente . Questo significa che dovrai fare una copia di questi font sulla tua macchina locale dal CDROM o da un host con Mathematica® installato. Questi font si trovano normalmente in /cdrom/Unix/Files/SystemFiles/Fonts sul CDROM, oppure /usr/local/mathematica/SystemFiles/Fonts sul tuo disco rigido. I font sono nelle sottodirectory Type1 e X . Ci sono molti modi di usarli, come descritto sotto.
Il primo modo è di copiarli dentro una delle directory di font esistenti in /usr/X11R6/lib/X11/fonts . Questo comporterà la modifica del file fonts.dir , aggiungendovi i nomi dei font e cambiando il numero di font nella prima riga. In alternativa, dovresti anche essere in grado di lanciare mkfontdir(1) nella directory in cui li hai copiati.
Il secondo modo di farlo è copiare le directory in /usr/X11R6/lib/X11/fonts :
# cd /usr/X11R6/lib/X11/fonts
# mkdir X
# mkdir MathType1
# cd /cdrom/Unix/Files/SystemFiles/Fonts
# cp X/* /usr/X11R6/lib/X11/fonts/X
# cp Type1/* /usr/X11R6/lib/X11/fonts/MathType1
# cd /usr/X11R6/lib/X11/fonts/X
# mkfontdir
# cd ../MathType1
# mkfontdir
Poi aggiungi le nuove directory di font nel tuo path dei font:
# xset fp+ /usr/X11R6/lib/X11/fonts/X
# xset fp+ /usr/X11R6/lib/X11/fonts/MathType1
# xset fp rehash
Se stai utilizzando il server Xorg, puoi caricare automaticamente queste directory di font aggiungendole nel file xorg.conf .
|
Per i server XFree86™, il file di configurazione è XF86Config . |
Se ancora non hai una directory chiamata /usr/X11R6/lib/X11/fonts/Type1 , puoi cambiare il nome della directory MathType1 dell’esempio sopra in Type1 .
Maple™ è un programma commerciale di matematica simile a Mathematica®. Devi acquistare questo software da http://www.maplesoft.com/ e quindi registrarti per un file di licenza. Per installare questo software su FreeBSD, segui i passi seguenti.
Esegui lo script di shell INSTALL dalla distribuzione del prodotto. Scegli l’opzione "RedHat" quando richiesto dal programma di installazione. Una tipica directory di installazione potrebbe essere /usr/local/maple .
Se ancora non l’hai fatto, ordina una licenza per Maple™ dalla Maple Waterloo Software ( http://register.maplesoft.com/ ) e copiala in /usr/local/maple/license/license.dat .
Installa il gestore della licenza FLEXlm lanciando lo shell script di installazione INSTALL_LIC , distribuito assieme a Maple™. Specifica l’hostname primario della la tua macchina per il server delle licenze.
Modifica il file /usr/local/maple/bin/maple.system.type aggiungendo:
----- snip ------------------
*** maple.system.type.orig Sun Jul 8 16:35:33 2001
--- maple.system.type Sun Jul 8 16:35:51 2001
***************
*** 72,77 ****
--- 72,78 ----
# the IBM RS/6000 AIX case
MAPLE_BIN="bin.IBM_RISC_UNIX"
;;
+ "FreeBSD"|\
"Linux")
# the Linux/x86 case
# We have two Linux implementations, one for Red Hat and
----- snip end of patch -----
Nota che dopo
"FreeBSD"|\
non ci devono essere altri spazi bianchi.
Questa patch dice a Maple™ di riconoscere "FreeBSD" come un tipo di sistema Linux. Lo shell script
bin/maple
richiama lo shell script
bin/maple.system.type
che a sua volta chiama
uname -a
per determinare il nome del sistema operativo. A seconda del nome del SO capirà quali binari utilizzare.
Avviare il server delle licenze.
Lo script seguente, installato come
/usr/local/etc/rc.d/lmgrd.sh
è un modo facile per far partire
lmgrd
:
----- snip ------------
#! /bin/sh
PATH=/usr/local/sbin:/usr/local/bin:/sbin:/bin:/usr/sbin:/usr/bin:/usr/X11R6/bin
PATH=${PATH}:/usr/local/maple/bin:/usr/local/maple/FLEXlm/UNIX/LINUX
export PATH
LICENSE_FILE=/usr/local/maple/license/license.dat
LOG=/var/log/lmgrd.log
case "$1" in
start)
lmgrd -c ${LICENSE_FILE} 2>> ${LOG} 1>&2
echo -n " lmgrd"
;;
stop)
llmgrd -c ${LICENSE_FILE} -x lmdown 2>> ${LOG} 1>&2
;;
*)
echo "Usage: `basename $0` {start|stop}" 1>&2
exit 64
;;
esac
exit 0
----- snip ------------
Fai un test di avvio di Maple™:
% cd /usr/local/maple/bin
% ./xmaple
Dovrebbe funzionare. Assicurati di scrivere alla Maplesoft per fargli sapere che vorresti avere una versione nativa per FreeBSD!
Il gestore della licenza FLEXlm può essere uno strumento difficile con cui lavorare. A questo riguardo si può trovare della documentazione in più a http://www.globetrotter.com/ .
Si sa che
lmgrd
è molto esigente riguardo al file della licenza e che va in core dump per qualunque problema. Un buon file della licenza dovrebbe essere così:
# =======================================================
# License File for UNIX Installations ("Pointer File")
# =======================================================
SERVER chillig ANY
#USE_SERVER
VENDOR maplelmg
FEATURE Maple maplelmg 2000.0831 permanent 1 XXXXXXXXXXXX \
PLATFORMS=i86_r ISSUER="Waterloo Maple Inc." \
ISSUED=11-may-2000 NOTICE=" Technische Universitat Wien" \
SN=XXXXXXXXX
|
Il numero seriale e la chiave sono sostituiti dalle 'X'.
|
Modificare il file della licenza funziona fino a quando non tocchi la linea "FEATURE" (che è protetta dalla chiave della licenza).
Questo documento descrive il processo di installazione della versione Linux di MATLAB® versione 6.5 su un sistema FreeBSD. Funziona abbastanza bene, con l’eccezione per la Java Virtual Machine™ (vedi Collegare il Java™ Runtime Environment ).
La versione Linux di MATLAB® può essere ordinata direttamente dalla MathWorks all’indirizzo http://www.mathworks.com . Assicurati di avere il file della licenza o le istruzioni per crearlo. Già che ci sei, fagli sapere che vorresti una versione nativa per FreeBSD del loro software.
Per installare MATLAB®, fai come segue:
Inserisci il CD di installazione e montalo. Diventa
root
, come consigliato dallo script di installazione. Per avviare lo script di installazione scrivi:
# /compat/linux/bin/sh /cdrom/install
|
L’installer è grafico. Se ottieni errori riguardo all’impossibilità ad aprire un display, scrivi
|
Quando viene chiesta la directory root per MATLAB®, scrivi:
/compat/linux/usr/local/matlab
.
|
Per una più facile scrittura nel resto del processo di installazione, scrivi questo nella linea di comando della shell:
|
Modifica il file della licenza secondo le istruzioni avute quando hai ottenuto la licenza di MATLAB®.
|
Puoi preparare questo file in anticipo usando il tuo editor preferito, e copiarlo in $MATLAB/license.dat prima che l’installer ti chieda di modificarlo. |
Completare il processo di installazione.
A questo punto la tua installazione di MATLAB® è completa. I punti seguenti applicano una "colla" per connetterlo al tuo sistema FreeBSD.
Crea dei symlink per gli script del gestore della licenza:
# ln -s $MATLAB/etc/lmboot /usr/local/etc/lmboot_TMW
# ln -s $MATLAB/etc/lmdown /usr/local/etc/lmdown_TMW
Crea un file d’avvio in /usr/local/etc/rc.d/flexlm.sh . L’esempio qui sotto è una versione modificata del $MATLAB/etc/rc.lm.glnx86 venduto. I cambiamenti sono le posizioni del file e l’avvio del license manager sotto l’emulazione Linux.
#!/bin/sh
case "$1" in
start)
if [ -f /usr/local/etc/lmboot_TMW ]; then
/compat/linux/bin/sh /usr/local/etc/lmboot_TMW -u username && echo 'MATLAB_lmgrd'
fi
;;
stop)
if [ -f /usr/local/etc/lmdown_TMW ]; then
/compat/linux/bin/sh /usr/local/etc/lmdown_TMW > /dev/null 2>&1
fi
;;
*)
echo "Usage: $0 {start|stop}"
exit 1
;;
esac
exit 0
|
Il file deve essere reso eseguibile:
In aggiunta sostituisci
username
sopra con il nome di un utente valido sul tuo sistema (e non
|
Avvia il gestore della licenza con il comando:
# /usr/local/etc/rc.d/flexlm.sh start
Cambia il link al Java™ Runtime Environment (JRE) con uno che funzioni sotto FreeBSD:
# cd $MATLAB/sys/java/jre/glnx86/
# unlink jre; ln -s ./jre1.1.8 ./jre
Poni il seguente script di avvio in /usr/local/bin/matlab :
#!/bin/sh /compat/linux/bin/sh /compat/linux/usr/local/matlab/bin/matlab "$@"
Quindi scrivi il comando
chmod +x /usr/local/bin/matlab
.
|
A seconda della tua versione di emulators/linux_base , potresti incorrere in errori quando lanci questo script. Per evitarli, modifica il file /compat/linux/usr/local/matlab/bin/matlab , e cambia la riga che dice: if [ `expr "$lscmd" : '.*->.*'` -ne 0 ]; then (nella versione 13.0.1 è alla riga 410) con questa riga: if test -L $newbase; then |
Quello che segue serve per risolvere un problema con MATLAB® quando non si chiude correttamente.
Crea un file $MATLAB/toolbox/local/finish.m , e scrivici l’unica riga:
! $MATLAB/bin/finish.sh
|
|
|
Nella stessa directory troverai i file
finishsav.m
e
finishdlg.m
, che permettono di salvare il tuo lavoro all’uscita. Se ne usi uno, inserisci la riga sopra immediatamente dopo il comando
|
Crea un file $MATLAB/bin/finish.sh , che contiene ciò che segue:
#!/usr/compat/linux/bin/sh (sleep 5; killall -1 matlab_helper) & exit 0
Rendi il file eseguibile:
# chmod +x $MATLAB/bin/finish.sh
Questo documento descrive il processo di installazione per Oracle® 8.0.5 e Oracle® 8.0.5.1 Enterprise Edition per Linux su una macchina FreeBSD.
Assicurati di avere installati sia emulators/linux_base che devel/linux_devtools dalla collezione dei port. Se hai difficoltà con questi port, potresti dover usare i pacchetti o versioni più vecchie disponibili nella collezione dei port.
Se vuoi far girare l’intelligent agent, dovrai anche installare il pacchetto Tcl di Red Hat : tcl-8.0.3-20.i386.rpm . Il comando generale per l’installazione dei pacchetti con il port degli RPM ufficiali ( archivers/rpm ) è:
# rpm -i --ignoreos --root /compat/linux --dbpath /var/lib/rpm pacchetto
L’installazione del pacchetto non dovrebbe generare alcun errore.
Prima di installare Oracle®, devi impostare un ambiente appropriato. Questo documento descrive solo cosa fare in particolare per far girare Oracle® per Linux su FreeBSD, non cosa è descritto nella guida di installazione di Oracle®.
Come viene descritto nella guida di installazione di Oracle®, devi impostare la dimensione massima di memoria condivisa. Non usare
SHMMAX
sotto FreeBSD.
SHMMAX
è soltanto calcolato a partire da
SHMMAXPGS
e
PGSIZE
. Di conseguenza definisci
SHMMAXPGS
. Tutte le altre opzioni possono essere usate come descritte nella guida. Per esempio:
options SHMMAXPGS=10000 options SHMMNI=100 options SHMSEG=10 options SEMMNS=200 options SEMMNI=70 options SEMMSL=61
Imposta queste opzioni per ottenere l’uso desiderato di Oracle®.
In più, assicurati di avere le seguenti opzioni nel file di configurazione del tuo kernel:
options SYSVSHM #SysV shared memory options SYSVSEM #SysV semaphores options SYSVMSG #SysV interprocess communication
Crea un account
oracle
proprio come faresti per creare qualunque altro account. L’account
oracle
è speciale solo se hai bisogno di usarlo in una shell di Linux. Aggiungi
/compat/linux/bin/bash
a
/etc/shells
e imposta la shell per l’account di
oracle
in
/compat/linux/bin/bash
.
A fianco dele normali variabili Oracle®, come
ORACLE_HOME
e
ORACLE_SID
devi impostare le seguenti variabili d’ambiente:
| Variabile | Valore |
|---|---|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Si raccomanda di impostare tutte le variabili d’ambiente in .profile . Un esempio completo:
ORACLE_BASE=/oracle; export ORACLE_BASE ORACLE_HOME=/oracle; export ORACLE_HOME LD_LIBRARY_PATH=$ORACLE_HOME/lib export LD_LIBRARY_PATH ORACLE_SID=ORCL; export ORACLE_SID ORACLE_TERM=386x; export ORACLE_TERM CLASSPATH=$ORACLE_HOME/jdbc/lib/classes111.zip export CLASSPATH PATH=/compat/linux/bin:/compat/linux/sbin:/compat/linux/usr/bin PATH=$PATH:/compat/linux/usr/sbin:/bin:/sbin:/usr/bin:/usr/sbin PATH=$PATH:/usr/local/bin:$ORACLE_HOME/bin export PATH
A causa di una leggera inconsistenza nell’emulatore Linux, devi creare una directory chiamata
.oracle
in
/var/tmp
prima di avviare l’installer. Fallo appartenere dall’utente
oracle
e dovresti essere in grado di installare Oracle® senza alcun problema. Se hai problemi, controlla prima la tua distribuzione e/o configurazione di Oracle®! Dopo che hai installato Oracle®, applica le patch descritte nelle prossime due sottosezioni.
Un problema frequente è che l’adattatore del protocollo TCP non è installato corretamente. Di conseguenza non puoi avviare alcun listener TCP. Le seguenti azioni aiutano a risolvere questo problema:
# cd $ORACLE_HOME/network/lib
# make -f ins_network.mk ntcontab.o
# cd $ORACLE_HOME/lib
# ar r libnetwork.a ntcontab.o
# cd $ORACLE_HOME/network/lib
# make -f ins_network.mk install
Non dimenticarti di eseguire root.sh ancora!
Nell’installazione di Oracle®, alcune azioni, che vanno eseguite come
root
, sono registrate in uno script di shell chiamato
root.sh
. Questo script si trova nella directory
orainst
. Applica questa patch a
root.sh
, in modo che usi propriamente
chown
o, in alternativa, esegui lo script in una shell nativa di Linux.
*** orainst/root.sh.orig Tue Oct 6 21:57:33 1998 --- orainst/root.sh Mon Dec 28 15:58:53 1998 *************** *** 31,37 **** # This is the default value for CHOWN # It will redefined later in this script for those ports # which have it conditionally defined in ss_install.h ! CHOWN=/bin/chown # # Define variables to be used in this script --- 31,37 ---- # This is the default value for CHOWN # It will redefined later in this script for those ports # which have it conditionally defined in ss_install.h ! CHOWN=/usr/sbin/chown # # Define variables to be used in this script
Se non installi Oracle® dal CD, puoi aggiungere la patch al sorgente di root.sh . Si chiama rthd.sh e si trova nella directory orainst nell’albero dei sorgenti.
Lo script
genclntsh
viene usato per creare una singola libreria condivisa del client. Si usa quando si compilano le demo. Applica la patch seguente per decommentare la definizione di
PATH
:
*** bin/genclntsh.orig Wed Sep 30 07:37:19 1998 --- bin/genclntsh Tue Dec 22 15:36:49 1998 *************** *** 32,38 **** # # Explicit path to ensure that we're using the correct commands #PATH=/usr/bin:/usr/ccs/bin export PATH ! PATH=/usr/local/bin:/bin:/usr/bin:/usr/X11R6/bin export PATH # # each product MUST provide a $PRODUCT/admin/shrept.lst --- 32,38 ---- # # Explicit path to ensure that we're using the correct commands #PATH=/usr/bin:/usr/ccs/bin export PATH ! #PATH=/usr/local/bin:/bin:/usr/bin:/usr/X11R6/bin export PATH # # each product MUST provide a $PRODUCT/admin/shrept.lst
Le installazioni di sistemi SAP® usando FreeBSD non sono supportate dal team di supporto SAP® - offrono supporto solo per piattaforme certificate.
Questo documento descrive un modo possibile per installare un sistema SAP® R/3® con un database Oracle® per Linux su una macchina FreeBSD, inclusa l’installazione di FreeBSD e Oracle®. Sono descritte due diverse configurazioni:
SAP® R/3® 4.6B (IDES) con Oracle® 8.0.5 su FreeBSD 4.3-STABLE
SAP® R/3® 4.6C con Oracle® 8.1.7 su FreeBSD 4.5-STABLE
Anche se questo documento tenta di descrivere tutti i passi importanti in dettaglio, non è insteso come un sostituto delle guide di installazione di Oracle® e SAP® R/3®.
Per favore, controlla la documentazione unita all’edizione Linux di SAP® R/3® per questioni specifiche su SAP® e Oracle®, e anche le risorse da Oracle® e SAP® OSS.
Sono stati usati i seguenti CD-ROM per le installazioni di SAP®:
| Nome | Numero | Descrizione |
|---|---|---|
|
KERNEL |
51009113 |
SAP Kernel Oracle / Installation / AIX, Linux, Solaris |
|
RDBMS |
51007558 |
Oracle / RDBMS 8.0.5.X / Linux |
|
EXPORT1 |
51010208 |
IDES / DB-Export / Disco 1 di 6 |
|
EXPORT2 |
51010209 |
IDES / DB-Export / Disco 2 di 6 |
|
EXPORT3 |
51010210 |
IDES / DB-Export / Disco 3 di 6 |
|
EXPORT4 |
51010211 |
IDES / DB-Export / Disco 4 di 6 |
|
EXPORT5 |
51010212 |
IDES / DB-Export / Disco 5 di 6 |
|
EXPORT6 |
51010213 |
IDES / DB-Export / Disco 6 di 6 |
Abbiamo usato anche il CD di Oracle® 8 Server (versione preproduzione 8.0.5 per Linux, versione del kernel 2.0.33) che non è non strettamente necessario, e FreeBSD 4.3-STABLE (uscita pochi giorni dopo 4.3 RELEASE).
| Nome | Numero | Descrizione |
|---|---|---|
|
KERNEL |
51014004 |
SAP Kernel Oracle / SAP Kernel Version 4.6D / DEC, Linux |
|
RDBMS |
51012930 |
Oracle 8.1.7/ RDBMS / Linux |
|
EXPORT1 |
51013953 |
Release 4.6C SR2 / Export / Disco 1 di 4 |
|
EXPORT1 |
51013953 |
Release 4.6C SR2 / Export / Disco 2 di 4 |
|
EXPORT1 |
51013953 |
Release 4.6C SR2 / Export / Disco 3 di 4 |
|
EXPORT1 |
51013953 |
Release 4.6C SR2 / Export / Disco 4 di 4 |
|
LANG1 |
51013954 |
Release 4.6C SR2 / Language / DE, EN, FR / Disco 1 di 3 |
Dipendentemente dalle lingue che vuoi installare, potrebbero essere necessari altri CD per le lingue. Qui usiamo solo DE e EN, così da utilizzare solo il primo CD per le lingue. Come piccola nota, i numeri per tutti i quattro CD EXPORT sono uguali. Tutti e tre i CD per le lingue hanno pure lo stesso numero (diversamente dalla numerazione della release 4.6B IDES). Mentre stiamo scrivendo, questa installazione sta girando su FreeBSD 4.5-STABLE (20.03.2002).
Le seguenti note dovrebbero essere lette prima di installare SAP® R/3® e dovrebbero tornare utili durante l’installazione:
| Numero | Titolo |
|---|---|
|
0171356 |
Software SAP su Linux: Commenti Essenziali |
|
0201147 |
INST: 4.6C R/3 Inst. su UNIX - Oracle |
|
0373203 |
Aggiornamento / Migrazione Oracle 8.0.5 -→ 8.0.6/8.1.6 LINUX |
|
0072984 |
Rilascio di Digital UNIX 4.0B per Oracle |
|
0130581 |
R3SETUP passo DIPGNTAB termina |
|
0144978 |
Il tuo sistema non è stato installato correttamente |
|
0162266 |
Domande e suggerimenti per R3SETUP su Windows NT / W2K |
| Numero | Titolo |
|---|---|
|
0015023 |
Inizializzazione della tabella TCPDB (RSXP0004) (EBCDIC) |
|
0045619 |
R/3 con molti linguaggi o caratteri |
|
0171356 |
Software SAP su Linux: Commenti Essenziali |
|
0195603 |
RedHat 6.1 Enterprise version: Problemi Conosciuti |
|
0212876 |
Il nuovo strumento di archiviazione SAPCAR |
|
0300900 |
Linux: Hardware DELL Rilasciato |
|
0377187 |
RedHat 6.2: Note importanti |
|
0387074 |
INST: R/3 4.6C SR2 Installazione su UNIX |
|
0387077 |
INST: R/3 4.6C SR2 Inst. su UNIX - Oracle |
|
0387078 |
Software SAP su UNIX: Dipendenze del SO per 4.6C SR2 |
La strumentazione che segue è sufficiente per l’installazione di un sistema SAP® R/3®. Per un uso in produzione, è necessario un dimensionamento più preciso:
| Componente | 4.6B | 4.6C |
|---|---|---|
|
Processore |
2 x 800MHz Pentium® III |
2 x 800MHz Pentium® III |
|
Memoria |
1GB ECC |
2GB ECC |
|
Spazio sul Disco Fisso |
50-60GB (IDES) |
50-60GB (IDES) |
Per l’uso in produzione si raccomandano processori Xeon™, con una grande cache, dischi ad accesso ad alta velocità (SCSI, controller hardware RAID), sono raccomandati USV e ECC-RAM. La grande quantità di spazio sul disco fisso è dovuta al sistema IDES preconfigurato, che, durante l’installazione, crea 27 GB di file per il database. Questo spazio è sufficiente per sistemi in produzione e per i dati delle applicazioni iniziali.
È stato usato il seguente hardware in disuso: una scheda biprocessore con 2 processori Pentium® III da 800 MHz, adattatore SCSI Adaptec® 29160 Ultra160 (per accedere ad un unità nastro DLT da 40/80 GB e al CDROM), Mylex® AcceleRAID™ (2 canali, firmware 6.00-1-00 con 32 MB RAM). Al controller RAID Mylex® sono attaccati due dischi fissi da 17 GB (mirrored) e quattro dischi fissi da 36 GB (RAID 5).
Per questa installazione è stato usato un Dell™ PowerEdge™ 2500: una scheda biprocessore con due processori Pentium® III da 1000 MHz (256 kB di cache), 2 GB PC133 ECC SDRAM, controller RAID PERC/3 DC PCI con 128 MB, e un drive EIDE DVD-ROM. Al controller RAID controller sono attaccati due dischi fissi da 18 GB (mirrored) e quattro dischi fissi da 36 GB (RAID 5).
Prima devi installare FreeBSD. Ci sono molti modi per farlo, per maggiori informazioni leggi la Preparare i Propri Media di Installazione .
Per farla semplice, abbiamo usato lo stesso layout del disco sia per l’installazione di SAP® R/3® 46B che di SAP® R/3® 46C SR2. Cambiano solo i nomi dei dispositivi, dal momento che le installazioni sono state eseguite su hardware differenti (rispettivamente /dev/da e /dev/amr , così se si usa un AMI MegaRAID®, si vedrà /dev/amr0s1a invece che /dev/da0s1a ):
| File system | Dimensione (1k-blocks) | Dimensione (GB) | Montato su |
|---|---|---|---|
|
/dev/da0s1a |
1.016.303 |
1 |
/ |
|
/dev/da0s1b |
6 |
swap |
|
|
/dev/da0s1e |
2.032.623 |
2 |
/var |
|
/dev/da0s1f |
8.205.339 |
8 |
/usr |
|
/dev/da1s1e |
45.734.361 |
45 |
/compat/linux/oracle |
|
/dev/da1s1f |
2.032.623 |
2 |
/compat/linux/sapmnt |
|
/dev/da1s1g |
2.032.623 |
2 |
/compat/linux/usr/sap |
Configura in anticipo e inizializza i due drive logici con il software Mylex® o PERC/3 RAID. Il software può essere lanciato durante la fase di avvio del BIOS.
Nota che il layout di questo disco differisce leggermente dalle raccomandazioni di SAP®, giacché SAP® suggerisce di montare le sottodirectory di Oracle® (e qualche altra) separatamente - abbiamo deciso di crearle come vere sottodirectory per semplicità.
make world
e il Nuovo Kernel
Scarica gli ultimi sorgenti -STABLE. Ricompila world e il tuo kernel personalizzato dopo averne modificato il file di configurazione. In questo dovresti includere anche i parametri del kernel che sono richiesti sia per SAP® R/3® che per Oracle®.
Per primo bisogna installare il port
linux_base
(come
root
):
# cd /usr/ports/emulators/linux_base
# make install distclean
È richiesto l’ambiente di sviluppo di linux, se vuoi installare Oracle® su FreeBSD secondo la Installazione di Oracle® :
# cd /usr/ports/devel/linux_devtools
# make install distclean
L’ambiente di sviluppo di Linux è stato installato solo durante l’installazione di SAP® R/3® 46B IDES. Non è necessario, se Oracle® DB non è ricollegata sul sistema FreeBSD. Questo è il caso se stai usando il tarball di Oracle® da un sistema Linux.
Per avviare il programma
R3SETUP
, c’è bisogno del supporto PAM. Durante la prima installazione di SAP® su FreeBSD 4.3-STABLE abbiamo tentato di installare PAM con tutti i pacchetti richiesti: alla fine abbiamo forzato l’installazione del pacchetto di PAM, ed ha funzionato. Per SAP® R/3® 4.6C SR2 abbiamo subito forzato l’installazione degli RPM di PAM, ed ha pure funzionato, sembra quindi che i pacchetti dipendenti non siano necessari:
# rpm -i --ignoreos --nodeps --root /compat/linux --dbpath /var/lib/rpm \
pam-0.68-7.i386.rpm
Per fare in modo che Oracle® 8.0.5 avvii l’intelligent agent, dobbiamo anche installare il paccheto Tcl di RedHat tcl-8.0.5-30.i386.rpm (altrimenti il ricollegamento durante l’installazione di Oracle® non funzionerà). Ci sono altri punti riguardanti il ricollegamento di Oracle®, ma è un problema di Oracle® per Linux, non specifico di FreeBSD.
Potrebbe essere una buona idea aggiungere
linprocfs
a
/etc/fstab
, per maggiori informazioni guarda la pagina del manuale di
linprocfs(5)
. Un altro parametro da impostare è
kern.fallback_elf_brand=3
, da fare nel file
/etc/sysctl.conf
.
Per una installazione semplice è sufficiente creare i seguenti file system:
| punto di mount | dimensione in GB |
|---|---|
|
/compat/linux/oracle |
45 GB |
|
/compat/linux/sapmnt |
2 GB |
|
/compat/linux/usr/sap |
2 GB |
È necessario anche creare qualche collegamento, altrimenti l’installer di SAP® si lamenterà, perché controlla i collegamenti creati:
# ln -s /compat/linux/oracle /oracle
# ln -s /compat/linux/sapmnt /sapmnt
# ln -s /compat/linux/usr/sap /usr/sap
Possibili messaggi d’errore durante l’installazione (qui con il sistema PRD e l’installazione di SAP® R/3® 4.6C SR2):
INFO 2002-03-19 16:45:36 R3LINKS_IND_IND SyLinkCreate:200
Checking existence of symbolic link /usr/sap/PRD/SYS/exe/dbg to
/sapmnt/PRD/exe. Creating if it does not exist...
WARNING 2002-03-19 16:45:36 R3LINKS_IND_IND SyLinkCreate:400
Link /usr/sap/PRD/SYS/exe/dbg exists but it points to file
/compat/linux/sapmnt/PRD/exe instead of /sapmnt/PRD/exe. The
program cannot go on as long as this link exists at this
location. Move the link to another location.
ERROR 2002-03-19 16:45:36 R3LINKS_IND_IND Ins_SetupLinks:0
can not setup link '/usr/sap/PRD/SYS/exe/dbg' with content
'/sapmnt/PRD/exe'
SAP® R/3® ha bisogno di due utenti e tre gruppi. I nomi degli utenti dipendono dal SAP® system ID (SID) che consta di tre lettere. Alcuni di questi SID sono riservati da SAP® (per esempio
SAP
e
NIX
. Per una lista completa controlla la documentazione SAP®). Per l’installazione di IDES abbiamo usato
IDS
, per l’installazione di 4.6C SR2
PRD
, poiché quel sistema è inteso per l’uso in produzione. Abbiamo quindi i seguenti gruppi (gli ID dei gruppi potrebbero differire, questi sono solo i valori che abbiamo usato nella nostra installazione):
| ID del gruppo | nome del gruppo | descrizione |
|---|---|---|
|
100 |
dba |
Amministratore del Database |
|
101 |
sapsys |
Sistema SAP® |
|
102 |
oper |
Operatore del Database |
In una installazione normale di Oracle®, si usa solo il gruppo
dba
. Come gruppo
oper
, si usa anche il gruppo
dba
(per maggiori informazioni, vedi la documentazione di Oracle® e di SAP®).
Abbiamo bisogno anche dei seguenti utenti:
| ID utente | nome utente | nome generico | gruppo | gruppi addizionali | descrizione |
|---|---|---|---|---|---|
|
1000 |
idsadm/prdadm |
sid adm |
sapsys |
oper |
Amministratore SAP® |
|
1002 |
oraids/oraprd |
ora sid |
dba |
oper |
Amministratore Oracle® |
Aggiungere gli utenti con adduser(8) richiede l’inserimento di questo per l'"Amministratore SAP®" (notare la shell e la directory home):
Name: sidadm Password: ****** Fullname: SAP Administrator SID Uid: 1000 Gid: 101 (sapsys) Class: Groups: sapsys dba HOME: /home/sidadm Shell: bash (/compat/linux/bin/bash)
e per l'"Amministratore Oracle®":
Name: orasid Password: ****** Fullname: Oracle Administrator SID Uid: 1002 Gid: 100 (dba) Class: Groups: dba HOME: /oracle/sid Shell: bash (/compat/linux/bin/bash)
Questo dovrebbe includere anche il gruppo
oper
nel caso tu stia usando entrambi i gruppi
dba
e
oper
.
Queste directory solitamente sono create come file system separati, dipende esclusivamente dalle tue necessità. Noi abbiamo scelto di crearle come semplici directory, dal momento che, comunque, si trovano sullo stesso RAID 5:
Prima impostiamo le appartenenze ed i diritti per alcune directory (come utente
root
):
# chmod 775 /oracle
# chmod 777 /sapmnt
# chown root:dba /oracle
# chown sidadm:sapsys /compat/linux/usr/sap
# chmod 775 /compat/linux/usr/sap
Successivamente creiamo le directory come utente
ora
sid
. Queste saranno tutte le sottodirectory di
/oracle/SID
:
# su - orasid
# cd /oracle/SID
# mkdir mirrlogA mirrlogB origlogA origlogB
# mkdir sapdata1 sapdata2 sapdata3 sapdata4 sapdata5 sapdata6
# mkdir saparch sapreorg
# exit
Per l’installazione di Oracle® 8.1.7 sono necessarie alcune altre directory:
# su - orasid
# cd /oracle
# mkdir 805_32
# mkdir client stage
# mkdir client/80x_32
# mkdir stage/817_32
# cd /oracle/SID
# mkdir 817_32
|
La directory client/80x_32 è usata esattamente con questo nome. Non rimpiazzare la x con dei numeri o altro. |
Nel terzo passo creiamo le directory come
sid
adm
:
# su - sidadm
# cd /usr/sap
# mkdir SID
# mkdir trans
# exit
SAP® R/3® richiede alcune definizioni nel file
/etc/services
, che non sono impostate correttamente durante l’installazione sotto FreeBSD. Aggiungi le seguenti righe (hai bisogno almeno di queste definizioni, corrispondenti al numero di istanza - in questo caso,
00
. Non fa danni aggiungere tutte le definizioni da
00
a
99
per
dp
,
gw
,
sp
e
ms
). Se userai un SAProuter o avrai bisogno di accedere a SAP® OSS, hai bisogno di
99
, dal momento che la porta 3299 è normalmente utilizzata per il processo SAProuter sul sistema target:
sapdp00 3200/tcp # SAP Dispatcher. 3200 + Instance-Number sapgw00 3300/tcp # SAP Gateway. 3300 + Instance-Number sapsp00 3400/tcp # 3400 + Instance-Number sapms00 3500/tcp # 3500 + Instance-Number sapmsSID 3600/tcp # SAP Message Server. 3600 + Instance-Number sapgw00s 4800/tcp # SAP Secure Gateway 4800 + Instance-Number
SAP® richiede almeno due internazionalizzazioni che non fanno parte dell’installazione standard di RedHat. SAP® offre gli RPM richiesti, scaricabili dal loro server FTP (che è accessibile solo se sei un cliente con accesso OSS). Vedi la nota 0171356 per una lista degli RPM di cui hai bisogno.
È pure possibile creare solamente i collegamenti appropriati (per esempio da de_DE e en_US ), ma non lo raccomandiamo per un sistema in produzione (anche se ha funzionato con il sistema IDES senza alcun problema). Le seguenti internazionalizzazioni sono necessarie:
de_DE.ISO-8859-1 en_US.ISO-8859-1
Crea i collegamenti come questi:
# cd /compat/linux/usr/shared/locale
# ln -s de_DE de_DE.ISO-8859-1
# ln -s en_US en_US.ISO-8859-1
Se non sono presenti, ci sarà qualche problema durante l’installazione. Se vengono ignorati (impostando
STATUS
dei punti con errore a
OK
nel file
CENTRDB.R3S
), sarà impossibile autenticarsi nel sistema SAP® senza qualche ulteriore sforzo.
I sistemi SAP® R/3® necessitano di molte risorse. Di conseguenza abbiamo aggiunto i seguenti parametri al file di configurazione del kernel:
# Set these for memory pigs (SAP and Oracle): options MAXDSIZ="(1024*1024*1024)" options DFLDSIZ="(1024*1024*1024)" # System V options needed. options SYSVSHM #SYSV-style shared memory options SHMMAXPGS=262144 #max amount of shared mem. pages #options SHMMAXPGS=393216 #use this for the 46C inst.parameters options SHMMNI=256 #max number of shared memory ident if. options SHMSEG=100 #max shared mem.segs per process options SYSVMSG #SYSV-style message queues options MSGSEG=32767 #max num. of mes.segments in system options MSGSSZ=32 #size of msg-seg. MUST be power of 2 options MSGMNB=65535 #max char. per message queue options MSGTQL=2046 #max amount of msgs in system options SYSVSEM #SYSV-style semaphores options SEMMNU=256 #number of semaphore UNDO structures options SEMMNS=1024 #number of semaphores in system options SEMMNI=520 #number of semaphore identifiers options SEMUME=100 #number of UNDO keys
I valori minimi sono specificati nella documentazione fornita con SAP®. Dal momento che non v’è alcuna descrizione per Linux, vedi nella sezione HP-UX (32-bit) per ulteriori informazioni. Siccome il sistema per l’installazione di 4.6C SR2 ha più memoria principale, il segmento condiviso può essere più grande sia per SAP® che per Oracle®, quindi scegli un numero maggiore di pagine di memoria condivisa.
|
Con l’installazione di default di FreeBSD su i386™, lascia
|
Ci sono molti CD-ROM da montare e smontare durante l’installazione. Ad avere abbastanza drive CD-ROM, puoi montarli tutti. Abbiamo deciso di copiare i contenuti dei CD-ROM nelle directory corrispondenti:
/oracle/SID/sapreorg/cd-name
dove
cd-name
era uno tra
KERNEL
,
RDBMS
,
EXPORT1
,
EXPORT2
,
EXPORT3
,
EXPORT4
,
EXPORT5
e
EXPORT6
per l’installazione di 4.6B/IDES, e
KERNEL
,
RDBMS
,
DISK1
,
DISK2
,
DISK3
,
DISK4
e
LANG
per l’installazione di 4.6C SR2. Tutti i nomi dei file sui CD montati dovrebbero essere in lettere maiuscole. In caso contrario usa l’opzione
-g
per montare, cioè usa questi comandi:
# mount_cd9660 -g /dev/cd0a /mnt
# cp -R /mnt/* /oracle/SID/sapreorg/cd-name
# umount /mnt
Per prima cosa devi creare una directory install :
# cd /oracle/SID/sapreorg
# mkdir install
# cd install
Quindi viene lanciato lo script di installazione, che copia quasi tutti i file rilevanti dentro alla directory install :
# /oracle/SID/sapreorg/KERNEL/UNIX/INSTTOOL.SH
L’installazione (4.6B) è data con un sistema di dimostrazione SAP® R/3® completamente personalizzato, per questo ci sono sei CD EXPORT invece che tre. A questo punto il modello
CENTRDB.R3S
serve per l’installazione di una istanza centrale standard (R/3® e database), non l’instanza centrale IDES, quindi bisogna copiare il corrispondente
CENTRDB.R3S
dalla directory
EXPORT1
, altrimenti
R3SETUP
chiederà solo tre CD EXPORT.
La nuova distribuzione di SAP® 4.6C SR2 viene venduta con quattro CD EXPORT. Il file che controlla i passi dell’installazione è CENTRAL.R3S . Contrariamente alle versioni precedenti non ci sono modelli di installazione per una istanza centrale con o senza database. SAP® usa un modello diverso per l’installazione del database. Per riavviare l’installazione in un secondo momento, è comunque sufficiente riavviare con il file originale.
Durante e dopo l’installazione, SAP® richiede
hostname
per restituire solamente il nome del computer, non il nome completo del dominio. Quindi imposta l’hostname in questo modo, oppure imposta un alias con
alias hostname='hostname -s'
per entrambi
ora
sid
e
sid
adm
(e per
root
almeno per i punti eseguiti come
root
). È anche possibile modificare i file
.profile
e
.login
installati di entrambi gli utenti creati durante l’installazione di SAP®.
R3SETUP
4.6B
Assicurati che
LD_LIBRARY_PATH
sia impostato correttamente:
# export LD_LIBRARY_PATH=/oracle/IDS/lib:/sapmnt/IDS/exe:/oracle/805_32/lib
Avvia
R3SETUP
come
root
dalla directory di installazione:
# cd /oracle/IDS/sapreorg/install
# ./R3SETUP -f CENTRDB.R3S
Lo script, quindi, fa alcune domande (i default sono tra parentesi, seguite dal vero input):
| Domanda | Default | Input |
|---|---|---|
|
Enter SAP System ID |
[C11] |
IDS Enter |
|
Enter SAP Instance Number |
[00] |
Enter |
|
Enter SAPMOUNT Directory |
[/sapmnt] |
Enter |
|
Enter name of SAP central host |
[troubadix.domain.de] |
Enter |
|
Enter name of SAP db host |
[troubadix] |
Enter |
|
Select character set |
[1] (WE8DEC) |
Enter |
|
Enter Oracle server version (1) Oracle 8.0.5, (2) Oracle 8.0.6, (3) Oracle 8.1.5, (4) Oracle 8.1.6 |
1 Enter |
|
|
Extract Oracle Client archive |
[1] (Yes, extract) |
Enter |
|
Enter path to KERNEL CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/KERNEL |
|
Enter path to RDBMS CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/RDBMS |
|
Enter path to EXPORT1 CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/EXPORT1 |
|
Directory to copy EXPORT1 CD |
[/oracle/IDS/sapreorg/CD4_DIR] |
Enter |
|
Enter path to EXPORT2 CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/EXPORT2 |
|
Directory to copy EXPORT2 CD |
[/oracle/IDS/sapreorg/CD5_DIR] |
Enter |
|
Enter path to EXPORT3 CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/EXPORT3 |
|
Directory to copy EXPORT3 CD |
[/oracle/IDS/sapreorg/CD6_DIR] |
Enter |
|
Enter path to EXPORT4 CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/EXPORT4 |
|
Directory to copy EXPORT4 CD |
[/oracle/IDS/sapreorg/CD7_DIR] |
Enter |
|
Enter path to EXPORT5 CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/EXPORT5 |
|
Directory to copy EXPORT5 CD |
[/oracle/IDS/sapreorg/CD8_DIR] |
Enter |
|
Enter path to EXPORT6 CD |
[/sapcd] |
/oracle/IDS/sapreorg/EXPORT6 |
|
Directory to copy EXPORT6 CD |
[/oracle/IDS/sapreorg/CD9_DIR] |
Enter |
|
Enter amount of RAM for SAP + DB |
850 Enter (in Megabytes) |
|
|
Service Entry Message Server |
[3600] |
Enter |
|
Enter Group-ID of sapsys |
[101] |
Enter |
|
Enter Group-ID of oper |
[102] |
Enter |
|
Enter Group-ID of dba |
[100] |
Enter |
|
Enter User-ID of sid adm |
[1000] |
Enter |
|
Enter User-ID of ora sid |
[1002] |
Enter |
|
Number of parallel procs |
[2] |
Enter |
Se non hai copiato i CD in posizioni diverse, l’installer di SAP® non può tyrovare i CD necessari (identificati dal file LABEL.ASC sul CD) e quindi ti chiederà di inserire e montare il CD e di confermare o di inserire il path al mount.
CENTRDB.R3S potrebbe non essere scevro di errori. Nel nostro caso, ha richiesto il CD EXPORT4 un’altra volta ma indicando la chiave corretta (6_LOCATION, quindi 7_LOCATION, ecc.), così bisogna continuare ad inserire i valori corretti.
A parte alcuni problemi sopra menzionati, ogni cosa dovrebbe andare bene fino al punto dove bisogna installare il database Oracle®.
R3SETUP
4.6C SR2
Assicurati che
LD_LIBRARY_PATH
sia impostato correttamente. Ha un valore diverso dall’installazione di 4.6B con Oracle® 8.0.5:
# export LD_LIBRARY_PATH=/sapmnt/PRD/exe:/oracle/PRD/817_32/lib
Avvia
R3SETUP
come
root
dalla directory di installazione:
# cd /oracle/PRD/sapreorg/install
# ./R3SETUP -f CENTRAL.R3S
Lo script, quindi, fa alcune domande (i default sono tra parentesi, seguite dal vero input):
| Domanda | Default | Input |
|---|---|---|
|
Enter SAP System ID |
[C11] |
PRD Enter |
|
Enter SAP Instance Number |
[00] |
Enter |
|
Enter SAPMOUNT Directory |
[/sapmnt] |
Enter |
|
Enter name of SAP central host |
[majestix] |
Enter |
|
Enter Database System ID |
[PRD] |
PRD Enter |
|
Enter name of SAP db host |
[majestix] |
Enter |
|
Select character set |
[1] (WE8DEC) |
Enter |
|
Enter Oracle server version (2) Oracle 8.1.7 |
2 Enter |
|
|
Extract Oracle Client archive |
[1] (Yes, extract) |
Enter |
|
Enter path to KERNEL CD |
[/sapcd] |
/oracle/PRD/sapreorg/KERNEL |
|
Enter amount of RAM for SAP + DB |
2044 |
1800 Enter (in Megabytes) |
|
Service Entry Message Server |
[3600] |
Enter |
|
Enter Group-ID of sapsys |
[100] |
Enter |
|
Enter Group-ID of oper |
[101] |
Enter |
|
Enter Group-ID of dba |
[102] |
Enter |
|
Enter User-ID of
|
[1002] |
Enter |
|
Enter User-ID of
|
[1000] |
Enter |
|
LDAP support |
3 Enter (no support) |
|
|
Installation step completed |
[1] (continue) |
Enter |
|
Choose installation service |
[1] (DB inst,file) |
Enter |
Al momento la creazione degli utenti genera un errore durante l’installazione nelle fasi OSUSERDBSID_IND_ORA (nel creare l’utente
ora
sid
) e OSUSERSIDADM_IND_ORA (nel creare l’utente
sid
adm
).
A parte qualche problema descritto sopra, tutto dovrebbe andare liscio fino al punto dove bisogna installare il database Oracle®.
Per favore, leggi le corrispondenti note di SAP® e i Readme di Oracle® riguardanti Linux e Oracle® DB per possibili problemi. Molti, se non tutti, i problemi nascono da librerie incompatibili.
Per maggiori informazioni riguardo all’installazione di Oracle®, riferirsi al capitolo Installare Oracle® .
orainst
Se bisogna usare Oracle® 8.0.5, sono richeste alcune librerie in più per un ricollegamento funzionante, perché Oracle® 8.0.5 è stata collegata con una vecchia glibc (RedHat 6.0), anche se RedHat 6.1 già usa una nuova glibc. Per questo devi installare i seguenti pacchetti per essere sicuro che il collegamento funzioni:
compat-libs-5.2-2.i386.rpm
compat-glibc-5.2-2.0.7.2.i386.rpm
compat-egcs-5.2-1.0.3a.1.i386.rpm
compat-egcs-c++-5.2-1.0.3a.1.i386.rpm
compat-binutils-5.2-2.9.1.0.23.1.i386.rpm
Per maggiori informazioni, leggi le corrispondenti note di SAP® o i Readme di Oracle®. Se non hai questa opzione (al momento dell’installazione non abbiamo avuto abbastanza tempo per controllare), si possono usare i binari originali, oppure usare i binari ricollegati da un sistema RedHat originale.
Per compilare l’intelligent agent, bisogna installare il pacchetto Tcl di RedHat. Se non puoi recuperare tcl-8.0.3-20.i386.rpm , dovrebbe funzionare uno più nuovo come tcl-8.0.5-30.i386.rpm da RedHat 6.1.
A parte il ricollegamento, l’installazione è diretta:
# su - oraids
# export TERM=xterm
# export ORACLE_TERM=xterm
# export ORACLE_HOME=/oracle/IDS
# cd $ORACLE_HOME/orainst_sap
# ./orainst
Conferma tutti i comandi con
Enter
fino a che il software non è installato, a parte il
Oracle® On-Line Text Viewer
, che non è disponibile per Linux. Oracle®, quindi, si ricolleghi con
i386-glibc20-linux-gcc
invece dei disponibili
gcc
,
egcs
o
i386-redhat-linux-gcc
.
A causa di limitazioni di tempo, abbiamo deciso di usare i binari da una distribuzione di Oracle® 8.0.5 PreProduction, dopo il primo tentativo, fallito, di far funzionare la versione dal CD del RDBMS, e trovare e accedere agli RPM corretti era un incubo in quel momento.
Questa installazione è piuttosto semplice. Monta il CD e avvia l’installer. Ti chiederà l’ubicazione della directory home di Oracle® e vi copierà i file. Noi, comunque, Non abbiamo cancellato ciò che è rimasto dei precedenti tentativi di installazione del RDBMS.
Subito dopo, il database Oracle® può essere lanciato senza problemi.
Prendi il tarball oracle81732.tgz che hai prodotto dalla directory di installazione su un sistema Linux e estrailo in /oracle/SID/817_32/ .
Prima controlla le impostazioni d’ambiente degli utenti
idsamd
(
sid
adm) e
oraids
(ora
sid
). Ora dovrebbero avere i file
.profile
,
.login
e
.cshrc
che usano tutti
hostname
. Nel caso l’hostname del sistema sia il nome completamente qualificato, devi cambiare
hostname
in
hostname -s
dentro a tutti i file.
Dopo di ciò,
R3SETUP
può essere riavviato o continuato (a seconda che se ne sia usciti o no).
R3SETUP
, quindi, crea le tabelle e carica i dati nel database con
R3load
(per 46B IDES, da EXPORT1 a EXPORT6, per 46C da DISK1 a DISK4).
Quando il caricamento del database è finito (potrebbe richiedere qualche ora), vengono richieste alcune password. Per installazioni di prova, si possono usare le ben note password di default (usane di diverse se la sicurezza è un problema!):
| Domanda | Input |
|---|---|
|
Enter Password for sapr3 |
sap Enter |
|
Confirum Password for sapr3 |
sap Enter |
|
Enter Password for sys |
change_on_install Enter |
|
Confirm Password for sys |
change_on_install Enter |
|
Enter Password for system |
manager Enter |
|
Confirm Password for system |
manager Enter |
A questo punto abbiamo avuto qualche problema con
dipgntab
durante l’installazione di 4.6B.
Avvia il listener di Oracle® come utente
ora
sid
come segue:
% umask 0; lsnrctl start
Altrimenti potresti incorrere nell’errore ORA-12546 poiché i socket non hanno i permessi giusti. Vedi la nota di SAP® 072984.
Se pensi di importare le lingue non-Latin-1 nel sistema SAP®, devi aggiornare le tabelle Multi National Language Support. Questo è descritto nelle note di SAP® OSS 15023 e 45619. Altrimenti puoi saltare questa domanda durante l’installazione di SAP®.
|
Se non hai bisogno del MNLS, è comunque necessario controllare la tabella TCPDB e inizializzarla se ancora non è stato fatto. Per maggiori informazioni, vedi le note di SAP® 0015023 e 0045619. |
Devi richiedere la tua chiave di licenza per SAP® R/3®. È necessaria, dal momento che la licenza temporanea che è stata usata durante l’installazione era valida solo per quattro settimane. Prima di tutto recupera la chiave hardware. Autenticati come utente
idsadm
e lancia
saplicense
:
# /sapmnt/IDS/exe/saplicense -get
Lanciando
saplicense
senza paramentri, viene restituita una lista di opzioni. Quando si riceve la chiave di licenza, può essere installata usando:
# /sapmnt/IDS/exe/saplicense -install
Ti viene richiesto di inserire i seguenti valori:
SAP SYSTEM ID = SID, 3 chars CUSTOMER KEY = hardware key, 11 chars INSTALLATION NO = installation, 10 digits EXPIRATION DATE = yyyymmdd, usually "99991231" LICENSE KEY = license key, 24 chars
Crea un utente dentro il client 000 (richiesto per qualche azione da eseguire dentro al client 000, ma con un utente diverso dagli utenti
sap*
e
ddic
). Come nome utente, noi solitamente scegliamo
wartung
(o
servizio
in italiano). I profili richiesti sono
sap_new
e
sap_all
. Per maggiore sicurezza, le password degli utenti di default dentro a tutti i client dovrebbero essere cambiate (compresi gli utenti
sap*
e
ddic
).
Dentro al client 000, per gli utenti diversi da
ddic
e
sap*
, fai almeno questo:
| Azione | Transazione |
|---|---|
|
Configura il Sistema di Trasporto, p.e. come Stand-Alone Transport Domain Entity |
STMS |
|
Crea / Modifica il Profilo per il Sistema |
RZ10 |
|
Controlla le Istanze e i Modi di Operare |
RZ04 |
Questi e tutti gli altri punti dopo l’installazione sono estesamente descritti nelle guide di installazione di SAP®.
Il file
/oracle/IDS/dbs/initIDS.sap
contiene il profilo di backup di SAP®. Qui la dimensione del nastro da usare, il tipo di compressione e tutto il resto sono da definire. Per farlo funzionare con
sapdba
/
brbackup
, abbiamo cambiato i seguenti valori:
compress = hardware archive_function = copy_delete_save cpio_flags = "-ov --format=newc --block-size=128 --quiet" cpio_in_flags = "-iuv --block-size=128 --quiet" tape_size = 38000M tape_address = /dev/nsa0 tape_address_rew = /dev/sa0
Spiegazioni:
compress
: Il nastro che usiamo è un HP DLT1 che ha compressione hardware .
archive_function
: Questa definisce il comportamento normale per salvare i log dell’archivio di Oracle®: i nuovi file di log sono salvati sul nastro, quelli già salvati sono salvati ancora e poi cancellati. Questo previene molti problemi se devi recuperare il database e uno dei nastri d’archivio si è rovinato.
cpio_flags
: Di default si usa
-B
che imposta la dimensione dei blocchi a 5120 Bytes. Per i nastri DLT, HP raccomanda una dimensione dei blocchi di almeno 32 K, per cui abbiamo usato
--block-size=128
per 64 K.
--format=newc
è necessaria perché abbiamo un numero di inode maggiore di 65535. L’ultima opzione
--quiet
è necessaria perché altrimenti
brbackup
si lamenta non appena
cpio
restituisce il numero di blocchi salvato.
cpio_in_flags
: Etichetta necessaria per caricare i dati dal nastro. Il formato è riconosciuto automaticamente.
tape_size
: Solitamente questo indica la capacità di archiviazione del nastro. Per ragioni di sicurezza (usiamo la compressione hardware), il valore è leggermente più bassp del valore reale.
tape_address
: Il dispositivo non riavvolgibile da usare con
cpio
.
tape_address_rew
: Il dispositivo riavvolgibile da usare con
cpio
.
I seguenti parametri di SAP® dovrebbero essere rivisti dopo l’installazione (esempi per IDES 46B, con 1 GB di memoria):
| Nome | Valore |
|---|---|
|
ztta/roll_extension |
250000000 |
|
abap/heap_area_dia |
300000000 |
|
abap/heap_area_nondia |
400000000 |
|
em/initial_size_MB |
256 |
|
em/blocksize_kB |
1024 |
|
ipc/shm_psize_40 |
70000000 |
Nota SAP® 0013026:
| Nome | Valore |
|---|---|
|
ztta/dynpro_area |
2500000 |
Nota SAP® 0157246:
| Nome | Valore |
|---|---|
|
rdisp/ROLL_MAXFS |
16000 |
|
rdisp/PG_MAXFS |
30000 |
|
Con i parametri descritti, su un sistema con 1 gigabyte di memoria, si troverà un consumo di memoria simile a: Mem: 547M Active, 305M Inact, 109M Wired, 40M Cache, 112M Buf, 3492K Free |
R3SETUP
dopo la Risoluzione di un Problema
R3SETUP
si ferma se incorre in un errore. Se hai guardato al file di log corrispondente e corretto l’errore, devi riavviare
R3SETUP
, solitamente selezionando REPEAT come opzione per l’ultimo passo per cui
R3SETUP
si è lamentato.
Per riavviare
R3SETUP
, avvialo con il corrispondente file
R3S
:
# ./R3SETUP -f CENTRDB.R3S
per 4.6B, oppure con
# ./R3SETUP -f CENTRAL.R3S
per 4.6C, non importa che errore sia accaduto con CENTRAL.R3S o DATABASE.R3S .
|
In alcuni punti,
Non dimenticarti di avviare ancora il listener di Oracle® (come
|
R3SETUP
Se
R3SETUP
si lamentasse a questo punto, modifica il file modello
R3SETUP
usato prima (
CENTRDB.R3S
(4.6B) o anche
CENTRAL.R3S
o
DATABASE.R3S
(4.6C)). Individua
[OSUSERSIDADM_IND_ORA]
o cerca solo la definizione
STATUS=ERROR
e modificala con i seguenti valori:
HOME=/home/sidadm (era vuota) STATUS=OK (era uguale a ERROR)
Quindi puoi riavviare ancora
R3SETUP
.
R3SETUP
R3SETUP
potrebbe anche lamentarsi a questo punto. L’errore, qui, è simile a quello nella fase OSUSERSIDADM_IND_ORA. Modifica il file modello
R3SETUP
usato allora (
CENTRDB.R3S
(4.6B) oppure
CENTRAL.R3S
o
DATABASE.R3S
(4.6C)). Individua
[OSUSERDBSID_IND_ORA]
o cerca solo la definizione
STATUS=ERROR
e modifica questi valori in quella sezione:
STATUS=OK
Riavvia, quindi,
R3SETUP
.
oraview.vrf FILE NOT FOUND
Durante l’Installazione di Oracle®
Non hai deselezionato Oracle® On-Line Text Viewer prima di cominciare l’installazione. Questo è contrassegnato per l’installazine anche se l’opzione non è disponibile per Linux. Deseleziona questo prodotto nel menù di installazione di Oracle® e riavvia l’installazione.
TEXTENV_INVALID
Durante
R3SETUP
, RFC o l’Avvio di SAPgui
Se si incorre in questo errore, allora manca la corretta internazionalizzazione. La nota di SAP® 0171356 elenca gli RPM necessari da installare (p.e.
saplocales-1.0-3
,
saposcheck-1.0-1
per RedHat 6.1). Nel caso tu abbia ignorato tutti i relativi errori ed impostato lo
STATUS
corrispondente da
ERROR
a
OK
(in
CENTRDB.R3S
) ogni volta che
R3SETUP
si è lamentato e riavviato
R3SETUP
, il sistema SAP® non sarà configurato correttamente e non sarai in grado di connetterti al sistema tramite una SAPgui, anche se il sistema può essere avviato. Provando a connetterci con la vecchia SAPgui abbiamo avuto questi messaggi:
Sat May 5 14:23:14 2001 *** ERROR => no valid userarea given [trgmsgo. 0401] Sat May 5 14:23:22 2001 *** ERROR => ERROR NR 24 occured [trgmsgi. 0410] *** ERROR => Error when generating text environment. [trgmsgi. 0435] *** ERROR => function failed [trgmsgi. 0447] *** ERROR => no socket operation allowed [trxio.c 3363] Speicherzugriffsfehler
Questo comportamento è imputabile a SAP® R/3® che non è in grado di assegnare correttamente una internazionalizzazione e che non è ben configurato (definizioni mancanti in alcune tabelle del database). Per essere in grado di connettersi a SAP®, aggiungi queste definizioni nel file DEFAULT.PFL (vedi nota 0043288):
abap/set_etct_env_at_new_mode = 0 install/collate/active = 0 rscp/TCP0B = TCP0B
Riavvia il sistema SAP®. Ora puoi connetterti al sistema, anche se le impostazioni della lingua specifiche per il paese potrebbero non funzionare come desiderato. Dopo aver corretto le impostazioni del paese (e aver fornito le internazionalizzazioni esatte), queste definizioni possono essere riomsse da DEFAULT.PFL e il sistema SAP® può essere riavviato.
Questo errore è accaduto solo con Oracle® 8.1.7 su FreeBSD. La ragione era che il database Oracle® non poteva inizializzarsi correttamente e andava in crash, lasciando i semafori e la memoria condivisa sul sistema. Il tentativo successivo di lanciare il database, ritornava ORA-00001.
Trovali con
ipcs -a
e rimuovili con
ipcrm
.
Questo errore è accaduto con Oracle® 8.1.7. Viene riportato se il database è avviato con il solito script
startsap
(per esempio
startsap_majestix_00
) come utente
prdadm
.
Un modo per aggirarlo è lanciare il database come utente
oraprd
, con
svrmgrl
:
% svrmgrl
SVRMGR> connect internal;
SVRMGR> startup;
SVRMGR> exit
Avvia il listener di Oracle® come utente
oraids
con i seguenti comandi:
# umask 0; lsnrctl start
Altrimenti potresti ottenere ORA-12546 poiché i socket non hanno i permessi corretti. Vedi la nota di SAP® 0072984.
Questo errore è accaduto mentre tentavamo di usare i valori per
MAXDSIZ
e
DFLDSIZ
maggiori di 1 GB (1024x1024x1024). In più ci siamo ritrovati
Linux Error 12: Cannot allocate memory
.
R3SETUP
In generale, vedi la nota di SAP® 0130581 (il punto
R3SETUP
termina
DIPGNTAB
). Per qualche ragione, durante l’installazione specifica per IDES, il processo di installazione non usava il giusto nome "IDS" del sistema SAP®, ma piuttosto la stringa vuota
""
. Questo porta a qualche piccolo problema con l’accesso alle directory, dal momento che i path sono generati dinamicamente usando
SID
(in questo caso IDS). Quindi, invece di accedere a:
/usr/sap/IDS/SYS/... /usr/sap/IDS/DVMGS00
venivano usati questi path:
/usr/sap//SYS/... /usr/sap/D00
Per continuare con l’installazione, abbiamo creato un collegamento e una direcotry addizionale:
# pwd
/compat/linux/usr/sap
# ls -l
total 4
drwxr-xr-x 3 idsadm sapsys 512 May 5 11:20 D00
drwxr-x--x 5 idsadm sapsys 512 May 5 11:35 IDS
lrwxr-xr-x 1 root sapsys 7 May 5 11:35 SYS -> IDS/SYS
drwxrwxr-x 2 idsadm sapsys 512 May 5 13:00 tmp
drwxrwxr-x 11 idsadm sapsys 512 May 4 14:20 trans
Abbiamo trovato note di SAP® che descrivono questo comportamento (0029227 e 0008401). Non siamo incorsi in alcuno di questi problemi installando SAP® 4.6C.
R3SETUP
Durante l’installazione di SAP® 4.6C, questo errore era la conseguenza di un altro errore avvenuto in precedenza. In questo caso, controlla nei file di log e correggi il vero problema.
Se dopo aver guardato nei log questo errore è effettivamente quello corretto (controlla le note di SAP®), puoi impostare lo
STATUS
dei punti sbagliati da
ERROR
a
OK
(file
CENTRDB.R3S
) e riavviare
R3SETUP
. Dopo l’installazione, devi eseguire il rapporto
RSWBOINS
dalla transazione SE38. Per maggiori informazioni sulle fasi
RFCRSWBOINI
e
RFCRADDBDIF
, vedi la nota di SAP® 0162266.
R3SETUP
Qui si applicano le stesse restrizioni: assicurati di controllare nei file di log che questo errore non sia causato da qualche problema precedente.
Se puoi confermare ciò che dice la nota 0162266 di SAP®, imposta lo
STATUS
del punto errato da
ERROR
a
OK
(file
CENTRDB.R3S
) e riavvia
R3SETUP
. Dopo l’installazione, devi eseguire il rapporto
RADDBDIF
dalla transazione SE38.
Questo errore è avvenuto all’avvio dei processi SAP®
disp+work
. Se si sta avviando SAP® con lo script
startsap
, i sottoprocessi avviati si staccano e fanno il lavoro sporco di avviare tutti gli altri processi SAP®. Come risultato, lo script stesso non noterà se qualcosa sia andato storto.
Per controllare se i processi SAP® non sono partiti correttamente, dai un’occhiata al loro stato con
ps ax | grep SID
, che ti darà una lista di tutti i processi Oracle® e SAP®. Se ti sembra che qualche processo manchi o se non puoi connetterti al sistema SAP®, guarda nei log corrispondenti che possono essere trovati in
/usr/sap/SID/DVEBMGSnr/work/
. I file in cui guardare sono
dev_ms
e
dev_disp
.
Il segnale 31 avviene qui se la quantità di memoria condivisa utilizzata da Oracle® e SAP® supera quella definita nel file di configurazione del kernel e può essere risolto usando un valore maggiore:
# larger value for 46C production systems: options SHMMAXPGS=393216 # smaller value sufficient for 46B: #options SHMMAXPGS=262144
saposcol
Ci sono alcuni problemi con il programma
saposcol
(versione 4.6D). Il sistema SAP® usa
saposcol
per raccogliere dati a proposito delle prestazioni del sistema. Questo programma non è necessario per usare il sistema SAP®, quindi può essere considerato un problema minore. La versione più vecchia (4.6B) funziona, ma non raccoglie tutti i dati (molte chiamate ritorneranno 0, per esempio l’utilizzo della CPU).
Se sei curioso di come funziona la compatibilità con i binari di Linux, questa è la sezione da leggere. Molto di ciò che segue è basato pesantemente su una email scritta a
mailing list di chiacchiere su FreeBSD
da Terry Lambert
tlambert@primenet.com
(ID del messaggio:
<
199906020108.SAA07001@usr09.primenet.com
>
).
FreeBSD ha una astrazione chiamata un "loader della classe di esecuzione". Questo ` un cuneo nella chiamata di sistema execve(2) .
Cosa succede è che FreeBSD ha una lista di loader, piuttosto che un singolo loader con un ritorno nel loader
#!
, per lanciare qualunque inteprete o script della shell.
Storicamente, l’unico loader nella piattaforma UNIX® esaminava il numero magico (generalmente i primi 4 o 8 byte del file) per vedere se il binario fosse conosciuto dal sistema e, nel caso, invocava il loader del binario.
Se non era un tipo di binario per il sistea, la chiamata execve(2) ritornava un errore, e la shell tentava di avviare eseguendolo come comando della shell.
L’assunzione era un default, "qualunque fosse la shell".
Più tardi, è stato fatto un hack per
sh(1)
per esaminare i primi due caratteri. Se erano
:\n
, allora invocava la shell
csh(1)
(crediamo sia stata SCO a fare per prima questo hack).
Ciò che ora fa FreeBSD è scorrere una lista di loader, con un loader
#!
generico che riconosce gli interpreti dai caratteri che seguono lo spazio successivo vicino alla fine, seguito da un ritorno a
/bin/sh
.
Per il supporto alle ABI di Linux, FreeBSD vede il numero magico come un binario ELF (a questo punto non fa distinzione tra FreeBSD, Solaris™, Linux, o qualunque altro SO che ha un tipo di immagine ELF).
Il loader di ELF cerca un marchio specializzato, che ` una sezione di commento nell’immagine ELF e che non è presente sui binari ELF SVR4/Solaris™.
I binari di Linux, per funzionare, devono essere
marchiati
come tipo
Linux
da
brandelf(1)
:
# brandelf -t Linux file
Quando viene fatto questo, il loader ELF vedrà il marchio di
Linux
sul file.
Quando il loader ELF vede il marchio di
Linux
, il loader sostituisce un puntatore nella struttura
proc
. Tutte le chiamate di sistema sono indicizzate attraverso questo puntatore (in un sistema UNIX® tradizionale questo sarebbe l’array di strutture
sysent[]
, contentente le chiamate di sistema). In aggiunta;, il processo è etichettato per un trattamento speciale del vettore trappola per il codice del segnale di lancio, e molti altri (minori) aggiustamenti che sono gestiti dal modulo Linux del kernel.
Il vettore delle chiamate di sistema di Linux contiene, tra le altre cose, una lista di valori
sysent[]
i cui indirizzi risiedono nel modulo del kernel.
Quando una chiamata di sistema è fatta dal binario di Linux, il codice trappola derefereizia il puntatore alla funzione della chiamata di sistema dalla struttura
proc
, e prende i punti di ingresso delle chiamate di sistema di Linux, non di FreeBSD.
In più, la modalità Linux
ridefinisce la root
dinamicamente; questo, in effetti, è quello che fa l’opzione
union
al montaggio del file system (
non
il tipo di file system
unionfs
!). Un tentativo viene prima fatto per cercare il file nella directory
/compat/linux/original-path
,
quindi
, solo se fallisce, la ricerca ` fatta nella directory
/original-path
. Questo assicura che possano funzionare i binari che per richiedono altri binari (p.e., la toolchain di Linux può funzionare tutta sotto il supporto ABI di Linux). Questo significa anche che i binari di Linux possono caricare ed eseguire binari di FreeBSD, se non sono presenti i corrispondenti binari di Linux, e che puoi mettere un comando
uname(1)
nell’albero della directory
/compat/linux
per essere sicuro che i binari di Linux non possano capire che non stanno girando sotto Linux.
In effeti c’è un kernel Linux nel kernel FreeBSD le varie funzioni sottostanti che implementano tutti i servizi forniti dal kernel sono identiche sia nelle definizioni delle tabelle delle chiamate di sistema di FreeBSD che di Linux: le operazioni sul file system, le operazioni nella memoria virtuale, la consegna dei segnali, le IPC System V, ecc… L’unica differenza è che i binari di FreeBSD prendono le funzioni
colla
di FreeBSD, e i binari di Linux prendono le funzioni
colla
di Linux (molti dei vecchi SO hanno solo le loro funzioni
colla
: gli indirizzi delle funzioni in un array di strutture
sysent[]
statico globale, invece che indirizzi di funzioni dereferenziate da un puntatore inizializzato dinamicamente nella struttura
proc
del processo che fa la chiamata).
Qual è la ABI nativa per FreeBSD? Non importa. Essenzialmente l’unica differenza è che (attualmente: questo potrebbe facilmente essere cambiato in distribuzioni future, e probabilmente sarà fatto) le funzioni colla di FreeBSD sono collegate staticamente nel kernel, e le funzioni colla di Linux possono essere collegate staticamente o vi si può accedere attraverso un modulo del kernel.
Si, ma è davvero emulazione? No. è implementazione delle ABI, non emulazione. Non è coinvolto nessun emulatore (o simulatore, per evitare la prossima domanda).
Allora perché talvolta viene chiamata "emulazione Linux"? Per rendere difficile vendere FreeBSD! Seriamente, è perché l’implementazione storica è stata fatta in un momento in cui non c’era altro termine per descrivere ciò che stava succedendo; dire che FreeBSD lanciava i binari di Linux non era vero, se non compilavi il codice o caricavi un modulo, e c’era bisogno di un termine per descrivere cosa veniva caricato- da qui "l’emulatore Linux".
Ultima modifica : 18 febbraio 2025 da Fernando Apesteguía