openSUSE Leap 42.2

Note di rilascio

openSUSE Leap è un sistema operativo libero e gratuito basato su Linux adatto a
PC, computer portatili o server. È possibile navigare in rete, gestire le
proprie e-mail e fotografie, svolgere attività d'ufficio, guardare video,
ascoltare musica e divertirsi!

Data di pubblicazione: 2018-03-15 , Versione: 42.2.20180315.23123c4

1 Installazione
2 Aggiornamento del sistema
3 Generale
4 Maggiori informazioni e feedback

È stato raggiunto il termine del periodo di manutenzione di openSUSE Leap 42.2.
Per mantenere il sistema aggiornato e sicuro, passare ad una versione corrente
di openSUSE. Prima di avviare l'aggiornamento, verificare che siano stati
applicati tutti gli aggiornamenti di mantenimento per openSUSE Leap 42.2.

Per ulteriori informazioni sull'aggiornamento alla versione corrente di
openSUSE, si veda http://en.opensuse.org/SDB:Distribution-Upgrade.

Se si aggiorna da una versione vecchia a questo rilascio di openSUSE Leap,
conviene leggere le note di rilascio precedenti qui: http://en.opensuse.org/
openSUSE:Release_Notes.

Le informazioni sul progetto sono disponibili su https://www.opensuse.org.

1 Installazione

Questa sezione contiene le note relative all'installazione. Per avere
istruzioni dettagliate sull'aggiornamento, fare riferimento alla documentazione
in https://doc.opensuse.org/documentation/leap/startup/html/
book.opensuse.startup/part.basics.html.

1.1 Installazione minimale del sistema

Per evitare che alcuni pesanti pacchetti vengano installati lo schema per
l'installazione minimale usa un altro schema che va in conflitto con i
pacchetti non richiesti. Questo schema, denominato
patterns-openSUSE-minimal_base-conflicts, può essere rimosso dopo
l'installazione.

Nota che l'installazione minimale non ha firewall per default. Se lo vuoi,
installa SuSEfirewall2.

1.2 UEFI—Unified Extensible Firmware Interface

Prima di installare openSUSE su un sistema che si avvia usando UEFI (Unified
Extensible Firmware Interface), si verifichi urgentemente se esiste un
aggiornamento del firwmare raccomandato dal fornitore dell'hardware e, se
disponibile, lo si installi. Un sistema Windows 8 pre-installato indica che
quasi sicuramente il sistema si avvia usando UEFI.

Informazioni di base: alcuni firmware UEFI presentano dei bug che ne causano il
malfunzionamento quando si scrive una quantità di dati eccessiva nell'area di
memorizzazione UEFI. Tuttavia nessuno conosce di preciso a quanto corrisponda
questa «quantità eccessiva».

openSUSE minimizza il rischio non scrivendo alcun dato oltre al minimo
richiesto per avviare il sistema operativo. Il minimo significa dire al
firmware UEFI la locazione del boot loader di openSUSE. Le funzionalità del
kernel Linux upstream che usano l'area di memorizzazione UEFI per memorizzare
le informazioni di avvio e crash (pstore) sono state disabilitate in modo
predefinito. Comunque sia si raccomanda di installare qualsiasi aggiornamento
firmware raccomandato dal fornitore dell'hardware.

1.3 L'installatore va in crash quando impostato per montare sulla base
dell'etichetta in modo predefinito

Durante il partizionamento, se si imposta il valore predefinito per il
montaggio in Mediante etichetta, l'installatore riporterà un errore e andrà in
crash. Per aggirare il problema, si consiglia di usare un'altra opzione in fase
d'installazione. Se necessario, riportare il valore a Mediante etichetta a
sistema già installato.

1.4 UEFI, GPT e partizioni MS-DOS

Assieme alla specifica EFI/UEFI è arrivato un nuovo stile di partizionamento:
GPT (Tabella delle Partizioni GUID). Questo nuovo schema usa identificatori
univoci globali (valori a 128 bit rappresentati con 32 caratteri esadecimali)
per identificare dispositivi e tipi di partizione.

La specifica UEFI permette inoltre le partizioni obsolete MBR (MS-DOS). I boot
loader Linux (ELILO o GRUB2) cercano di generare automaticamente un GUID per
tali partizioni obsolete e di scriverlo nel firmware. Tale GUID può cambiare
frequentemente causando la riscrittura nel firmware. Una riscrittura è composta
da due operazioni diverse: rimozione della vecchia voce e creazione di una
nuova voce che sostituisce la prima.

Il firmware moderno possiede un garbage collector che raccoglie le voci
cancellate e libera la memoria riservata per le vecchie voci. Un problema sorge
quando un firmware difettoso non raccoglie e libera tali voci: ne potrebbe
derivare un sistema non avviabile.

Per aggirare tale problema, convertire le partizioni MBR obsolete nelle nuove
GPT.

1.5 Il driver Nouveau 3D/DRI potrebbe mandare in crash le applicazioni KDE

Con openSUSE Leap 42.2 il driver Nouveau Mesa/DRI per la resa 2D/3D è
considerato sperimentale. Il driver Nouveau kernel/KMS e il driver Nouveau
X.org/DDX per la resa 2D sono tuttora considerati stabili.

Con l'utilizzo del driver Nouveau Mesa/DRI alcune applicazioni potrebbero
andare in crash, specialmente le applicazioni KDE e Qt. Il driver è ora
contenuto in un pacchetto separato chiamato Mesa-dri-nouveau, che può essere
rimosso in caso di problemi.

In assenza di questo driver, mancherà il supporto dell'accelerazione 3D
hardware su qualsiasi GPU Nvidia e quello dell'accelerazione 2D sulle GPU
Nvidia più recenti che utilizzano Glamor per la velocizzazione delle operazioni
2D. Il Kernel Mode Setting e le operazioni 2D base sono comunque disponibili,
così come l'accelerazione 2D tramite EXA su GPU Nvidia della generazione con
nome in codice Kepler (introdotta nel 2012) e precedenti. Le operazioni 3D sono
supportate tramite resa software.

Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle segnalazioni di bug https://
bugs.freedesktop.org/show_bug.cgi?id=91632 e https://bugzilla.opensuse.org/
show_bug.cgi?id=1005323.

2 Aggiornamento del sistema

Questa sezione contiene le note relative all'aggiornamento del sistema. Per
avere istruzioni dettagliate sull'aggiornamento, fare riferimento alla
documentazione in https://doc.opensuse.org/documentation/leap/startup/html/
book.opensuse.startup/cha.update.osuse.html.

2.1 Aggiornamento da openSUSE Leap 42.1

2.1.1 Pacchetti rimossi e sostituiti

I seguenti pacchetti sono stati rimossi o sostituiti rispetto ad openSUSE Leap
42.1:

  • arista: sostituito da transmageddon.

  • cadabra: la compilazione del codice sorgente non va a buon fine. Il
    successore, Cadabra 2, non è ancora stabile.

  • dropbear: rimosso perché non dà vantaggi evidenti rispetto a openssh.

  • emerillon: sostituito da gnome-maps.

  • gnome-system-log: sostituito da gnome-logs.

  • hawk: sostituito da hawk2.

  • ksnapshot: sostituito da spectacle.

  • labplot: labplot è stato sostituito dalla sua versione in Qt5, chiamata 
    labplot-kf5. Aggiornando da un'installazione di openSUSE Leap 42.1 su cui è
    installato labplot si riceverà labplot-kf5 automaticamente.

  • nodejs: ridenominato come nodejs4.

  • psi: sostituito da psi+.

  • python-moin: sostituito da moinmoin-wiki. Puramente una ridenominazione,
    non un aggiornamento di versione - un semplice rimpiazzo, virtualmente
    identico.

  • ungifsicle: sostituito da gifsicle.

  • xchat: sostituito da hexchat.

2.1.2 /var/cache su un sottovolume personale per istantanee e ripristino del
sistema

/var/cache contiene un grande quantitativo di dati molto volatili, come ad
esempio la cache di Zypper con i pacchetti RPM nelle diverse versioni per
ciascun aggiornamento. Il risultato della memorizzazione di dati in gran parte
ridondanti ma altamente volatili è che la quantità di spazio occupato da
un'istantanea può aumentare molto rapidamente.

Per risolvere tale problema, bisogna spostare /var/cache su un sottovolume
separato. Su una nuova installazione di openSUSE Leap 42.2, ciò viene
effettuato in automatico. Per convertire un file system radice esistente,
procedere come segue:

 1. Trovare il nome del dispositivo (per esempio, /dev/sda2 oppure /dev/sda3)
    del file system radice:

    df /

 2. Identificare il sottovolume padre di tutti gli altri sottovolumi. Per
    installazioni openSUSE 13.2, si tratta di un sottovolume denominato @. Per
    controllare se il sottovolume @ è presente, usare:

    btrfs subvolume list / | grep '@'

    Se il risultato di questo comando è vuoto, significa che non sono presenti
    sottovolumi denominati @. In questo caso potrebbe essere possibile
    procedere con il sottovolume di ID 5 che veniva usato nelle vecchie
    versioni di openSUSE.

 3. A questo punto montare il sottovolume richiesto.

      □ Qualora fosse presente un sottovolume @, montare tale sottovolume su un
        punto di montaggio temporaneo:

        mount <root_device> -o subvol=@ /mnt

      □ Qualora non fosse presente un sottovolume @, montare il sottovolume con
        ID 5, invece:

        mount <root_device> -o subvolid=5 /mnt

 4. /mnt/var/cache potrebbe essere già esistente e potrebbe essere la stessa
    directory di /var/cache. Per evitare la perdita dei dati, deve essere
    spostata:

    mv /mnt/var/cache /mnt/var/cache.old

 5. Creare un nuovo sottovolume:

    btrfs subvol create /mnt/var/cache

 6. Ora qualora fosse presente una directory /var/cache.old, spostarla nella
    nuova locazione:

    mv /var/cache.old/* /mnt/var/cache

    Se ciò non fosse vero, eseguire piuttosto:

    mv /var/cache/* /mnt/var/cache/

 7. Eventualmente, rimuovere /mnt/var/cache.old:

    rm -rf /mnt/var/cache.old

 8. Smontare il sottovolume dal punto di montaggio temporaneo:

    umount /mnt

 9. Aggiungere una voce in /etc/fstab per il nuovo sottovolume /var/cache. Si
    consiglia di usare un sottovolume esistente come modello da cui copiare.
    Assicurarsi di non modificare l'UUID (si tratta dell'UUID del file system
    radice) e di modificare invece il nome del sottovolume e, coerentemente,
    del suo punto di montaggio in /var/cache.

10. Montare il nuovo sottovolume come specificato in /etc/fstab:

    mount /var/cache

2.1.3 GNOME Keyring non più integrato con GPG

L'agente GPG integrato di GNOME Keyring è stato rimosso. Di conseguenza, GNOME
Keyring non può più essere usato per gestire le chiavi GPG. È ancora possibile
gestire le chiavi GPG attraverso la riga di comando, usando lo strumento gpg.

2.1.4 I driver X Synaptics possono peggiorare l'esperienza con il touchpad in
GNOME

In Leap 42.1, il driver X Synaptics (package xf86-input-synaptics) veniva
installato preventivamente ma aveva una priorità più bassa del driver libinput
(xf86-input-libinput).

A partire da Leap 42.2:

  • Il driver X Synaptics non è più installato in maniera preventiva.

  • Qualora il driver X Synaptics fosse installato, avrebbe la priorità per
    qualsiasi dispositivo touchpad.

  • Il driver X Synaptics non è più supportato da GNOME. Ciò significa che
    quando tale driver è installato, i touchpad Synaptics possono essere
    configurati solo nella misura in cui potrebbero esserlo dei semplici mouse.

A meno che non si stia usando un touchpad Synaptics e una configurazione
altamente personalizzata del driver Synaptics, rimuovere il pacchetto dal
proprio sistema:

sudo zypper rm xf86-input-synaptics

2.1.5 AArch64: la dimensione della pagina è stata modificata da openSUSE Leap
42.1 a openSUSE Leap 42.2

In openSUSE Leap 42.1, la dimensione predefinita della pagina sulle piattaforme
AArch64 era di 64 kB. Con openSUSE Leap 42.2, la dimensione della pagina è
stata portata a 4 kB. Ciò rende i vecchi filesystem Swap e Btrfs
inutilizzabili.

Qualora si stesse usando openSUSE Leap 42.1 su AArch64, si consiglia una
installazione da zero di openSUSE Leap 42.2 invece dell'aggiornamento.

2.1.6 Sistemi con controller CCISS possono non essere in grado di avviarsi dopo
l'aggiornamento

Il driver per i controller Compaq/HP Smart Array (CCISS) (cciss.ko) di fabbrica
non supportano più determinati controller. Ciò può portare al mancato
riconoscimento del disco radice da parte del kernel di openSUSE Leap 42.2.

Sui sistemi affetti dal problema, il driver CCISS può essere configurato per
essere riportato al precedente comportamento e riconoscere nuovamente i
controller. Per fare ciò, si aggiunga il parametro del kernel
cciss.cciss_allow_hpsa=0.

2.2 Aggiornamento da openSUSE 13.2

Le note seguenti si applicano ad aggiornamenti da openSUSE 13.2 e precedenti.
Si consiglia di consultare anche le informazioni fornite in Sezione 2.1,
«Aggiornamento da openSUSE Leap 42.1».

2.2.1 Nomi delle interfacce di rete

Quando si aggiorna una macchina remota da openSUSE 13.2 controllare che le
interfacce di rete siano denominate correttamente.

openSUSE 13.2 usava i cosiddetti nomi prevedibili per le interfacce di rete (ad
esempio enp5s0 ), mentre openSUSE Leap 42.1 usa nomi persistenti di interfaccia
(eth0). Dopo aver aggiornato e fatto ripartire la macchina, i nomi delle
interfacce di rete possono così essere diversi. Ciò potrebbe impedire l'accesso
al sistema. Per evitare che le interfacce vengano rinominate eseguire il
seguente comando per ciascuna delle interfacce di rete prima di riavviare il
sistema:

/usr/lib/udev/udev-generate-persistent-rule -v -c enp5s0 -n enp5s0 -o /etc/udev/rules.d/70-persistent-net.rules

Sostituire enp5s0 con il nome dell'interfaccia di rete.

2.2.2 Btrfs: Perdita di spazio disco dopo il ripristino del sistema

In maniera predefinita, openSUSE 13.2 usava una configurazione di partizioni
Btrfs che faceva sì che dopo l'esecuzione del primo ripristino del sistema lo
spazio disco venisse permanentemente occupato da contenuti deteriorati e
inaccessibili. Questo problema di configurazione è stato risolto in openSUSE
Leap 42.1. Tuttavia, la soluzione può essere applicata solo a sistemi
installati da zero.

Nel caso di un aggiornamento da openSUSE 13.2, non è possibile convertire il
file system alla nuova configurazione, ma è possibile riottenere lo spazio
disco perso.

Avvertimento

Avvertimento: Perdita dei dati o impossibilità di ripristino con impostazioni
non standard

La seguente procedura funzionerà correttamente su installazioni che utilizzano
la proposta predefinita creata dall'installatore di openSUSE 13.2.

Inoltre, bisogna aver effettuato precedentemente un ripristino del sistema.

Qualora il file system Btrfs fosse stato impostato con una configurazione non
standard o non fosse stato eseguito un ripristino del systema in precedenza,
l'esecuzione della procedura seguente può causare una perdita dei dati.

 1. Montare il file system radice iniziale:

    mount /dev/<FILE_SYSTEM_RADICE> -o subvolid=5 /mnt

 2. Rimuovere tutti i file sotto /mnt che non sono in un sottovolume:

    find /mnt -xdev -delete

 3. Smontare nuovamente il file system:

    umount /mnt

2.2.3 Sistema di stampa: miglioramenti e cambiamenti incompatibili

La versione CUPS si aggiorna alla 1.7

Rispetto a CUPS 1.5 presente in openSUSE 13.2 CUPS 1.7 ha introdotto alcuni
sostanziali cambiamenti che potrebbero richiedere aggiustamenti manuali della
configurazione.

  • Il PDF è ora il formato standard di stampa piuttosto che il PS. Quindi
    anche le stampanti tradizionali PostScript ora devono usare un driver di
    filtro per stampare.

    Fare riferimento a https://en.opensuse.org/Concepts_printing per i
    dettagli.

  • Il protocollo per la rilevazione delle stampanti di rete è cambiato. Il
    metodo nativo per rilevare le stampanti di rete è ora basato su DNS Service
    discovery (DNS-SD, cioè attraverso Avahi). Il servizio cups-browsed del
    pacchetto cups-filters può essere usato come ponte tra vecchio e nuovo
    protocollo. Sia cupsd che cups-browsed devono essere in esecuzione per
    consentire ai client "obsoleti" di rilevare le stampanti (includendo
    LibreOffice e KDE).

  • La versione predefinita del protocollo IPP è cambiata da 1.1 a 2.0. Server
    IPP più vecchi come CUPS 1.3.x (presente ad esempio in SUSE Linux
    Enterprise 11) rigettano le richieste IPP 2.0 con Bad Request (vedi http://
    www.cups.org/str.php?L4231).

    Per poter stampare su server vecchi, la versione del protocollo IPP deve
    essere specificata esplicitamente aggiungendo /version=1.1 a ciascuno dei
    seguenti:

      □ L'impostazione ServerName in client.conf (per esempio, ServerName
        esempio.vecchio.server.com/version=1.1).

      □ Il valore della variabile d'ambiente CUPS_SERVER.

      □ Il valore del nome del server indicato con l'opzione -h degli strumenti
        da linea di comando, per esempio:

        lpstat -h esempio.vecchio.server.com/version=1.1 -p

  • Alcuni filtri di stampa e back-end sono stati spostati dal pacchetto cups
    al pacchetto cups-filters.

  • Alcune direttive di configurazione sono state separate da cupsd.conf e
    inserite in cups-files.conf (vedi http://www.cups.org/str.php?L4223,
    CVE-2012-5519 e https://bugzilla.opensuse.org/show_bug.cgi?id=789566).

  • I banner e la pagina di test di CUPS sono stati spostati dal pacchetto cups
    al pacchetto cups-filters (vedi http://www.cups.org/str.php?L4120 e https:/
    /bugzilla.opensuse.org/show_bug.cgi?id=735404).

3 Generale

Questa sezione elenca i problemi generici con openSUSE Leap 42.2 che non
corrispondono a nessuna delle altre categorie.

3.1 Programmi KDE per la gestione delle informazioni personali (KDE PIM)

openSUSE Leap 42.2 fornisce 2 versioni della suite KDE PIM (Kontact, KMail,
ecc.):

  • La versione obsoleta 4.x

  • La versione basata su KDE Frameworks 5

KDE PIM 4.x non è più supportato dagli sviluppatori di KDE, ma è stato
mantenuto per evitare di compromettere il flusso di lavoro degli utenti.

Le due versioni di KDE PIM non sono installabili contemporaneamente. Alcuni
programmi come KNode (pacchetto knode) richiedono la versione obsoleta 4.x e
saranno disinstallati al momento dell'installazione di uno qualsiasi dei
pacchetti per KDE PIM 5.x (ad esempio, il pacchetto kmail5).

KDE PIM 4.x sarà rimosso nella prossima versione di openSUSE Leap. Pertanto, si
incoraggiano gli utenti a passare alla nuova versione 5.x.

Tuttavia, non tutte le impostazioni sono state già migrate dalla vecchia
versione. Per maggiori informazioni, fare riferimento alla segnalazione di bug
https://bugzilla.opensuse.org/show_bug.cgi?id=1001872).

3.2 Impossibilità di bloccare lo schermo usando GNOME Shell ma non GDM

Usando GNOME Shell in combinazione con un gestore degli accessi diverso da GDM,
come SDDM o LightDM, lo schermo non si annerirà né si bloccherà. Inoltre,
passare ad altro utente senza terminare la sessione non sarà possibile.

Per essere in grado di bloccare lo schermo da GNOME Shell, deve essere
abilitato GDM come gestore degli accessi:

 1. Assicurarsi che il pacchetto gdm sia installato.

 2. Aprire YaST e dal relativo menù aprire Editor di /etc/sysconfig.

 3. Spostarsi su Desktop › Display manager › DISPLAYMANAGER.

 4. Nella casella di testo specificare gdm. Per salvare premere OK.

 5. Eseguire il riavvio.

3.3 Nessun supporto per i tipi di carattere Type-1 in LibreOffice

LibreOffice 5.3 non supporta più i tipi di carattere obsoleti Type-1
(estensioni di file .afm e .pfb). La maggior parte degli utilizzatori non
dovrebbe essere affetta da ciò, poiché gli attuali tipi di carattere sono o nel
formato TrueType (.ttf) o nel formato OpenType (.otf).

Qualora si fosse affetti dal problema, convertire i tipi di carattere Type-1 ad
un formato supportato come il TrueType e utilizzare i tipi convertiti. La
conversione è possibile con l'applicazione FontForge (pacchetto fontforge),
inclusa in openSUSE. Per informazioni su come creare script di conversione, si
veda https://fontforge.github.io/en-US/documentation/scripting/.

4 Maggiori informazioni e feedback

  • Si invita a leggere i documenti README presenti sul supporto di
    installazione.

  • Per ottenere informazioni dettagliate sulle modifiche relative ad un
    particolare pacchetto dal suo RPM:

    rpm --changelog -qp NOMEFILE.rpm

    Sostituire NOME_FILE con il nome dell'RPM.

  • Si controlli il file ChangeLog presente nella directory principale del
    supporto per un log cronologico di tutte le modifiche fatte ai pacchetti
    aggiornati.

  • Maggiori informazioni sono disponibili nella directory docu del supporto.

  • https://doc.opensuse.org/ contiene documentazione aggiuntiva o più
    aggiornata.

  • Si visiti http://www.opensuse.org per le ultime notizie sui prodotti
    openSUSE.

Copyright © 2018 SUSE LLC

Grazie per usare openSUSE.

Il team openSUSE.

© 2018 SUSE

